8° SEDUTA – IL SINTOMO NELLA DISECONOMIA DELLA PSICOPATOLOGIA

Seminario 1996/1997
“PERCHÉ FREUD HA RAGIONE, 2”

 

 

Il sintomo, alla fin fine, risponde alla frase “bisogna sempre pur farsene una ragione”, alla lettera. È una razionalizzazione di qualche cosa. Ditemi voi, il sintomo fobico, il non poter andare in metrò, l’agorafobia, la claustrofobia… mi ricordo che è stato in particolare quando parlavamo di casi che mi è venuto palese che ci sono sintomi di cui non è il caso di andare a cercare il senso. Di certi sì. Voi dovreste leggere molto di più Freud e casualmente, come uno che ha lì la fila di libri e ne tira fuori uno a caso. In certi sintomi, come Freud fa per i sintomi isterici, la paralisi, l’anestesia, ancora sì; ma del sintomo fobico qual è il senso? Il sintomo fobico è una bella levata di ingegno: avevo bisogno di un sintomo e a un certo punto me lo sono trovato nel metrò, al chiuso piuttosto che all’aperto. È una bella contraddizione: uno è altrettanto fobico se è claustro-fobico ed è altrettanto fobico se è agora-fobico. C’è qualcosa di scombiccherato, una cosa che non torna. Un sintomo dovevo trovarlo e un qualcosa mi ha messo quella pulce nell’orecchio. È proprio come quando uno un bel giorno capisce che deve trovare una buona ragione per litigare con un altro: e non si può andare lì a dargli uno schiaffo. Bisogna trovare una buona ragione: alla prima svista di quello lì, non so poniamo che un giorno non venga all’appuntamento per banali ragioni. In quel momento si è trovato il casus belli: e allora gli si scarica addosso tutto, «e ora che mi ricordo, già dieci anni fa eri un porco»; è così, è pretestuoso: bisognava trovare qualcuno. Secondo me il sintomo fobico è pretestuoso. Con tutte le chiacchiere teoriche che sono state fatte nella letteratura psicoanalitica a giustificare il sintomo fobico, trovando articolazioni insospettabili… Non avevo niente di articolato: avevo bisogno di un sintomo. Ma come molti altri. Il che non toglie che resta soluzione di compromesso: ne serviva una e nel mazzo se n’è acchiappata una.

In un certo senso, invece, riguardo a quello che ha detto all’inizio, quanto al fatto di perdersi in Inibizione, sintomo e angoscia, noti quanto ci si perde e quanto ci si trova.  …

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Pronunciato il 2 maggio 1997
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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