8° SEDUTA – LA VERA COLPA DEL SENSO DI COLPA

Seminario 2001/2002
UNA IDEA SEMPLICE. LA PIETRA SCARTATA. IL PENSIERO
PENSIERO E DESTINI DEL PENSIERO NELLE PATOLOGIE

LA VERA COLPA DEL SENSO DI COLPA
Imputabilità o responsabilità

 

Ciò che abbiamo sentito adesso da Valeria Lavia è un riassunto, un resoconto ovviamente succinto, non o non tanto dello stato dell’imputabilità nel diritto, quanto dello stato selvaggio del diritto riguardo all’imputabilità. Quando dello stato di non avanzamento, dello stato di inciviltà in cui la civiltà versa riguardo all’imputabilità. Questa è un’implicazione della più grande importanza.

Avevo già detto e scritto che quando il codice a un certo punto parla di incapacità di intendere e volere, non sta parlando anzitutto di certi soggetti così connotati. Sta parlando di se stesso, di se stesso in quanto incapace di intendere cosa diavolo è successo, e dunque anche come incapace di volere far qualcosa di adeguato in relazione a ciò che è successo. È una confessione di incapacità da parte della civiltà del diritto. Di incapacità giuridica. Quell’espressione dell’articolo denota il buco del diritto riguardo all’imputabilità. Il diritto sta parlando di se stesso, come dico sempre, come sulla scena, sul proscenio della tragedia greca in cui i personaggi comparivano con una scritta o comunque come dei mascheroni rappresentativi di una certa figura tipica. Potrebbe comparire su questa scena un tizio con un mascherone con sopra scritto «diritto» o con una toga che gli copre anche la testa e che dichiari: «Io sono incapace di intendere e di volere quando parlo di incapacità di intendere e di volere».

Interni al discorso giuridico, almeno al riguardo dell’imputabilità, lo siamo più noi di quanto lo sia il diritto stesso e di quanto lo siano i giuristi. E lo era già di più Freud, perché dire ritorno del rimosso è dire una sanzione o un illecito. A Rossella O’ Hara che passa la vita a dire: «Ci penserò domani», a procrastinare il suo debito, non fosse che verso la propria soddisfazione. Ergo, sanzionata. Naturalmente se portata in tribunale, il giudice a mezzo del perito, la dichiarerebbe per qualche aspetto incapace di intendere e di volere. Ma sarebbe il diritto che parla di sé, prima che di Rossella O’ Hara, o di tutte le Rosselle O’ Hara psicotiche o psicopatiche, perverse. Non solo le Rosselle ma anche i Ross. Importantissimo questo punto. …

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Pronunciato il 11 maggio 2002
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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