8° SEDUTA – SINTOMO, AFFETTI PATOLOGICI, AFFETTI NORMALI. INTRODUZIONE

Seminario 1995/1996
“PERCHÉ FREUD HA RAGIONE”

 

 

Al solo scopo di essere sempre, per quanto possibile, sul filo dell’onda – il lavoro psicoanalitico o è sul filo dell’onda o non è niente; o si coglie il tempo nel momento in cui è da cogliere o si aspetta la prossima ora – farei uso di una serie di cose. Un esempio è il titolo d’occhiello in un articolo: “Lo psichiatra mi ha sedotta: la paziente era troppo debole. Sul lettino la passione è violenza”.

Un altro esempio è una collana pensata come un prontuario, essendo intitolata “Che fare?” É un celebre titolo di Lenin, e un volume si intitola: Sesso sicuro. Sono dei veri prontuari, concepiti come dei veri prontuari del pronto soccorso: Quando il tuo corpo non ti piace, Tu e gli altri, Per vincere la depressione: e io ho subito chiesto “E allora per prossimo dovete anche fare “Come vincere l’anoressia”” e mi è stato detto: “Sì, è in stampa”. La persona con cui ho parlato di queste cose è una persona intelligente: quando noi leggiamo queste cose, che non è robaccia, è ovvio che noi rispondiamo picche e anche con abbastanza giusta sufficienza la cosa ci fa ridere. È davvero un prontuario, anche se tanti titoli si prestano a ridere: Non si resta incinta per caso. Il contenuto è estremamente pragmatico: insegna come si fa a non restare incinta e lo spiega dettagliatamente. Il contenuto di questi libri non è un’idiozia. Insomma, questi qui: sbagliato sì, tutto sbagliato no. Lo sbagliato sì riguarda quello che c’è scritto qui. Lo sbagliato no è che intervengono sull’alto dell’onda.

L’uscire di cose del genere, o anche di cose ridicole come La passione sul lettino è violenza, oltre a farci ridere, ci fa notare che comunque sia il nostro lavoro e la nostra specie di cultura, il rapporto biunivoco con questo lavoro deve essere come minimo come questo. Se non è come questo, è tutto sbagliato. Nell’essere questo è corretto. Riguarda noi, dal modo di lavorare come analista in quei minuti, a quello che scriviamo e alle parole che scegliamo.  …

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Pronunciato il 24 maggio 1996
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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