9° – “LA” PSICOSI

Corso 1991/92
“PSICOPATOLOGIA”

 

 

Introduzione

Rileggo, si capirà subito perché, una brevissima citazione tolta dal Lai di Narciso, erano dei racconti, XII-XIII secolo, o in prosa o in poesia, grossomodo ciclo bretone e poi poesia cortese, connessioni più o meno dirette col ciclo arturiano alla lontana. In questo caso si tratta di un romanzo in versi, medioevale, su Narciso e una lei che nel caso particolare viene chiamata Danae. Richiama Ovidio e le Metamorfosi, ma ora non facciamo… pochi grammi di cultura spicciola, ora non ha interesse. Serve a richiamare il tema del “talento” che qui è già stato introdotto. Ricordo appena appena appena in che modo è stato introdotto: è stata fatta la critica al concetto di castrazione ed è stato reintrodotto (ma fra un momento avrò motivo di fare una particolare introduzione, notizia, questa è una pre-introduzione)…, il tema del “talento” era stato introdotto in critica al pensiero di castrazione, in quanto (finalmente una volta per tutte e per così dire “Non si discute più”, almeno “Io” non si discute più, chi vuole lo faccia), come un pensiero appartenente già a ciò che qui è stato chiamato “la malattia” ossia a ciò che sarà comune a tutte le forme della vita o del- le vite della patologia. In questo momento non ho fatto specialmente riferimento a questa parola come tratta dal lessico psicanalitico, sapete già su cosa insisto: meno lo usate e meglio è, perché questo servirà a usare i concetti. Mi è capitato ormai un certo numero di volte di dire delle cose senza usare una sola volta (è un successo!) un termine che usa attribuire, ascrivere alla psicoanalisi, e nessuno ci ha capito niente, ma neanche se stessi…, nessuno nemmeno comprendeva se stessi parlando di…, non saprei, di sport, di agricoltura o in una lingua sconosciuta.

L’idea è quella che esiste un primo pensiero legislativo di ogni singolo: è il pensiero di “talento”, di “talento negativo”; compone questo primo pensiero, insieme a quello di “Padre”. Il pensiero della castrazione ne è la prima corruzione patologica. Il pensiero di cui si parla essendo il pensiero del rapporto, definito come universale, di un singolo all’universo di tutti gli altri, ma ormai eccetera eccetera, non voglio ritualizzare le formule che sono state introdotte più volte.  …

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Pronunciato l’ 8 maggio 1992
Trascrizione e revisione a cura di Pietro R. Cavalleri
Testo non rivisto dall’Autore
La raccolta completa dei testi degli interventi al Corso è disponibile nel sito www.sicedizioni.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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