9° – PER CONCLUDERE

2004/2005
LA LOGICA E L’AMORE

 

 

Mi associo, per rapidità, a quanto ha detto Nietta Aliverti. E lo faccio anche con Alemani.

E prendo due spunti da Glauco Genga: sull’essere eccentrico e sull’essere pazzo. Circa il primo, auguro veramente a tutti che diventiate degli eccentrici: come minimo, sareste moderni, cioè copernicani. Una delle massime novità nel campo della fisica è rappresentata da Copernico e non da Galileo. Quest’ultimo è rimasto tradizionale, non ci ha detto niente per quanto riguarda l’aspetto delle orbite: c’è un centro a cui qualcosa gira intorno. La novità è l’avere scoperto l’eccentrico: nessuno gira intorno circolarmente a nessuno. Fra poco dirò: c’est l’amour. L’amore è gravitazionale, ellittico, a due centri. E, per metafora, questo vale anche fra amanti e sposi. Il fatto è che all’amore si oppone la massima delle resistenze: è sempre stato così, non mi riferisco solo alla resistenza in analisi.

L’amore è un posto-due posti, occupati realmente da due, se i due hanno anche la fortuna di incontrarsi, in cui ognuno dei due si guarda bene dal girare intorno all’altro. È quello che io chiamo il cic-ciac. In realtà ognuno di loro è in relazione, traffica con l’universo, ha tutti i rapporti che crede. Ed è al termine del frutto ricavato dalla propria individuale relazione coll’universo che i due si incontrano. Questo può capitare una volta al mese, al trimestre, al semestre, all’anno o tutte le sere, come capita di solito nelle famiglie. Ci si incontra portandosi frutto: questo è l’amore.

Un caso particolare di esso è la pratica dell’analisi: cosa c’è di più eccentrico di essa? Ed ecco il doppio significato di eccentrico: da una parte il significato diffamatorio – ma che eccentricità! – e allora c’è il solito faccia a faccia fra i due, mentre dall’altra c’è il significato copernicano detto prima. Divano e poltrona sono eccentrici. Quello che chiamiamo amore di transfert significa riconoscere i due posti perfettamente fisici – divano e poltrona e non lettino – in cui due sono in rapporto perché ognuno di loro è in relazione con l’universo, anche se la stanza è chiusa.  …

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Pronunciato l’ 11 giugno 2005
Revisione a cura di Glauco Maria Genga
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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