9° – SALUTE-SALVEZZA-GUARIGIONE, COME INAUGURAZIONE DELLA MODERNITÀ

Corso 1996-1997
ISTITUZIONI DEL PENSIERO LAICO: L’ESPERIENZA GIURIDICA

 

 

La vantaggiosissima comunicazione di Perlini mi rassicura su una conclusione cui ero già giunto: l’utilità di spostare l’attenzione verso l’equivalenza salute-salvezza-guarigione. Si dice demone, ma si chiama patologia; si dice magia, ma si chiama patologia.

Nella voce “Modernità” dell’Enciclopedia a cui stiamo lavorando, dovremo scrivere che, pur avendo già speso per tanti secoli la parola “modernità”, non abbiamo ancora messo mano in alcuna modernità: abbiamo venduto la pelle dell’orso prima di averlo preso. Nel migliore dei casi, siamo in quello che potremmo chiamare un secondo Medioevo. La frammentazione in sfere (sfera inconscia, sfera della coscienza) o l’isolamento sono le figure più potenti della patologia. La “sfera” è la figura della clericalizzazione. Se caratterizzassimo il pre-moderno con le sfere di Tolomeo, secolarizzeremmo le precedenti sfere in sfere… più terrene. Non siamo mai usciti da un tolemaismo dell’esperienza; la modernità – che ha fatto passare le nostre patologie a forme della civiltà – è addirittura un aggravamento della patologia umana. Freud è stato l’illuminista del secondo Medioevo.

Sono molto d’accordo con l’invito di Gesù Cristo, che considero il primo disincantato: “Lasciate che i morti…”; tale invito equivale a chiedere di farla finita con tutte le radici, poiché tornare alle proprie radici equivale a ritrovare i propri modi patologici. Al contrario, la guarigione individuale è non giocare più con le radici consistenti nella patologia dei propri genitori. Le nostre guarigioni, allorché accadono, sono descritte dall’altra frase: “Chi non lascia suo padre e sua madre non appartiene al regno dei cieli”, indipendentemente dal seguire Cristo. È un eccellente esempio di contrapposizione tra patologia e guarigione.

Nell’intero intervento del professor Perlini è aleggiante il tema della salvezza: se vogliamo aspirare a una qualche modernità, si tratta di vincolare l’idea di salvezza a quella di guarigione e guarigione rispetto a qualcosa. In venti secoli di cristianesimo questa opera di vincolo della guarigione alla salus non è mai avvenuto; è un passaggio mancato e ancora impensabile.

Solo se vincoliamo strettamente tra loro salvezza e guarigione, la modernità è connettibile con l’idea di progresso.  …

Leggi tutto


Pronunciato il 5 aprile 1997
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore
I testi relativi agli interventi di questo Corso sono stati raccolti nel volume L’ esperienza giuridica, Sic Edizioni


Download

File Dimensione del file
pdf 970405SC_GBC3 452 KB

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.

Copyright © 2021 Giacomo B. Contri - C.F. CNTGMB41S04E379X
Copyright - Contatti - Tutela della Privacy - Cookie Policy


Credits


Data di pubblicazione: 05/06/2016



Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.

Contatore utenti connessi