9° SEDUTA – APPUNTI

Seminario 1999-2000
LA SCIENZA DELLA PSICOPATOLOGIA COME SCIENZA DEL COMANDO

HANDICAP PSICHICO A CONFRONTO CON NEVROSI E NORMA, ATTRAVERSO L’ESAME DELLA DISTORSIONE CHE RISULTA NELLE SEGUENTI FACOLTÀ E ALTERNATIVE PRATICATE DAL SOGGETTO:
F) ingenuità/costituizione dell’errore/correggibilità
G) principio di piacere/beneficio/vantaggio
H) ingenuità/angoscia/difesa

 

Cenni rapidi, finiti da uno finale, che è un punto del dibattere-dibattersi di questi tempi sull’handicap.

M. Grazia rammentava qualche cosa che figurava scritto su Child. Tenetevi stretta la copia che è uscita di Child: è il primo manuale che abbiamo scritto. Fra qualche anno lo quoteremo in borsa. Ma è in preparazione — fatta salva senza debilità né handicap, qualche ragione di ulteriore di ulteriore ritardo — un secondo e terzo Child.

Gabriella Pediconi questa sera ha motivato la ragione per cui Hans Urs von Balthasar è in purgatorio a espiare: è lui che ha scritto  Il tutto nel frammento.

Un mio — e non è indifferente, come personalità, persona di mondo — cliente, paziente, ha recuperato improvvisamente un ricordo di infanzia in cui lui e i suoi compagni delle scuole elementari si dicevano a vicenda «Ah, ma come sarebbe bello se il mio papà e la mia mamma fossero il tuo papà e la tua mamma». È la teoria dello sportello. Il bambino si ammala quando gli vengono tolti gli sportelli, gli altri sportelli.

L’angoscia è incontrollabile, non ci si può fare niente. I casi sono due: o un giorno si adisce una via di soluzione e ciò e possibile e anche reale, oppure comanda.

Sull’indeterminatezza o determinazione del principio di piacere: il determinismo non è quel vecchio, bravo determinismo ottocentesco che c’è la causa, che c’è l’effetto e siamo tutti lì sotto il fatto che sta sopra che là c’è la causa che ci determina ad agire ciecamente secondo la volontà, che poi non è volontà perché non c’è una persona dietro, etc.; questa è una favola ottocentesca che ci hanno raccontato per giustificare il principio di comando. Le brave cause non causano niente, non causano la nostra psiche. Non esiste causalità psichica. La brava teoria della causalità riguardo alla psiche è solo per trovarsi un antecedente nella storia moderna delle scienze per giustificare il principio del comando.  …

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Pronunciato il 11 febbraio 2000
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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