A CIASCUNO IL SUO (“Uittengstein”)

Cercatelo, il vostro “suo” (il vostro del tipo “Uìttengstein”):
lo troverete!

Certo non è il “suum cuique” della giurisprudenza romana, ma siamo in generale difficoltà perché quasi nessuno distingue i due “a ciascuno” contrapposti.

Riferisco la massima arcinota:
iuris praecepta sunt haec: honeste vivere, alterum non laedere, suum cuique tribuere” [sottolineatura mia],
dalle “Regole” del bravo Ulpiano, tra i massimi giuristi dell’età romana-imperiale (II secolo-228) conservato nei “Digesta giustinianei”.

Ma il fatto è che ciascuno ha anche un altro “suo”, e se lo tiene stretto, fissato, impuntato, e nessuno si sogna di toglierglielo, semmai si fa di tutto per attribuirglielo traumaticamente in saecula saeculorum:
è il tesoro dei poveri, con immense conseguenze economiche.

Ho già informato di questa tipologia, di cui riassumo un esempio:
ricordo uno che, pur avendo partecipato a tanti Convegni del passato in cui si parlava tra l’altro di Wittengstein e da parte di esperti, ciò malgrado, con una inamovibilità di cui il mulo è solo un’innocente metafora, perseverava a pronunciare “Uittengstein”:
essendogli dati sapere e potere quanto al correggersi (cosa a portata di mano), senza costi anzi con vantaggi, e con assenza di causalità del comportamento, l’inescusabilità appare evidente insieme all’incurabilità.

Sbaglieremmo a sorridere di questo esempio, non c’è differenza fra trave altrui e pagliuzza mia:
non conosco chi non abbia il suo Uittengstein, suum:
siamo in un mondo di Uittengstein.

C’è uno Uittengstein anche in Politica e in tutto quanto.

A questo punto rimando a “Una battuta proprio stupida” di martedì 10 novembre.

Dopo la prima stupidità, inizia il dramma, dramma isterico nella specie e melanconico nel genere:
tutti dei Leonida per ostruire il passaggio.

Sorvolo su “quel” muscoloso Leonida, sul quale avrei comunque da ridire:
ma la questione generale dell’accesso, o del passaggio, è ostruita dal principio altrettanto generale “No pasaran!”, ossia la paranoia contro eccitamento-vocazione ossia messa in moto:
come principio generale è totalmente acritico, e fa poi passare tutti, cani e porci e assassini.

La questione generale è solo quella del passaggio o accesso a me che sono già aldilà, con incremento del mio tesoro non solitario:
tutti siamo stati ingannati da Platone, che cercava una nave per passare aldilà, o almeno un salvagente per non annegare, e siamo ancora qui.

Platone ha sfottuto anche “Dio”:
vedrà “Lui”, nella sua eventuale esistenza-libertà-grazia, se accedere o passare all’aldiqua del mio aldilà:
è solo come de-mente che potrebbe venirmi in mente di “cercare Dio”!

Cercate piuttosto il vostro Uittengstein-Leonida:
lo troverete!

Milano, 17 novembre 2009

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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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