AFFETTI

«Child», n. 0
maggio 1997

 

 

La sfera, sfera d’azione del nemico

Non esiste sfera degli affetti. Così come non esiste sfera infantile, e ogni altra: sessuale, morale, intellettuale, politica, eccetera. La «sfera» è il divide et impera del nemico.

Forma/Forza

Affetto non è forza né energia, è forma, Forma del corpo. Corpo è forma. Pensiero è formazione – attività – della forma del corpo. Forma dinamica, o legge di moto del corpo: è ciò che l’aristotelismo di forma/materia si è tenuto lontano dal pensare (non così l’intelletto infantile: infatti anche Aristotele non ha saputo osservare e pensare il bambino, e in ciò non differiva da Platone).

Psicopatologia degli affetti

È psicopatologica la distinzione tra sfere del pensiero e degli affetti. Freud annotava la psicopatologia come separazione tra rappresentazione e affetto.

Psicopatologia e mercato

Non esistono affetti psicopatologici: la psicopatologia è variamente an-affettiva, e gli affetti psicopatologici sono le forme di questa povertà. Proprio per questo va a cercare gli affetti sul mercato (romanzo, teatro, cinema, televisione), dove trova – come dei prêt-à-porter – tutte le facies affettive del mondo: melanconica, isterica, dolorosa, stuporosa, allegra, felice, infantile,religiosa, morale credente e morale non credente, irosa, cattiva, buona, pedagogica, psicologica, sapienziale, clericale, amorosa, angosciosa… Il bambino non va a cercare sul mercato i suoi affetti: è colto prima della Cultura.

Affetti, emozioni, sentimenti

La distinzione è tra normalità e psicopatologia, non tra i concetti di quelle parole.

Moral sentiments

Non ci sono moral sentiments: i sentiments sono o moral o immoral. Il bambino normale li ha soltanto moral, che significa anche civil.

Pregiudizio

La psicopatologia teorizza l’emozione come un precedente. La psicopatologia non sopravvive senza proprie Teorie: con cui ha colonizzato il mondo, e anche la Psicologia.

Profumi e balocchi

Il primo lavoro ben fatto degli adulti con i bambini non è quello di pensare ai bambini ma di pensare a se stessi. Ciò perché – contrariamente a una vecchia canzone – il bambino prima che ai balocchi per sé è affezionato ai profumi della mamma: infatti al bambino piace anzitutto la mamma bella, ossia che piace a qualcun altro a prima che a lui, gli piace cioè incontrare già nei suoi Altri sessuati quel rapporto di soddisfazione che il suo primo pensiero gli comporta come meta. Il bambino si associa con affetto alla proprietà transitiva dei rapporti. È questo il significato del cosiddetto «complesso edipico» allorché esiste integro e non come psicopatologiche macerie (che è la forma in cui lo incontriamo più spesso): quest’ultimo caso è quello in cui i genitori non si piacciono, non si stimano, non si rispettano il che significa ancora che non si piacciono. Edipo non aveva un buon complesso di Edipo anche se gli ha fatto da prestanome. Dovremmo saper riconoscere le più diverse psicopatologie nella tragedia antica, e in generale nel mito antico.

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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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