“CATTOLICO”

SABATO DOMENICA
26-27 aprile 2008 in anno 151 post Freud natum

 

 

Lettura di:

S. Freud
La questione dell’analisi laica (o dei laici)
malamente tradotta come “La questione dell’analisi condotta da non medici”
OSF 10

L’impulso a parlarne mi viene da una seduta di questa mattina.

Ne ho esperienza da prima dei ricordi:
ho già detto che sono nato sotto un campanile come altri nascono sotto un cavolo.

A questo riguardo so di essere molto chiacchierato su più sponde:
ho imparato a discorrerne non con prudenza ma con prudentia come si dice iurisprudentia (mia distinzione ormai abituale).

Non do testimonianza di me al riguardo:
nessuno può darsi testimonianza da sé, meno ancora “con il cuore in mano” o con tanta bella “autenticità”, robaccia.

Mi accontento – mi accontento di molto non di poco – di definire “cattolico”:
ai miei vent’anni ha avuto importanza l’eccellente “Cattolicismo” di H. de Lubac, ma non è questa la strada che seguo anzitutto.

I. “Cattolico” è analogo (non identico) a “Italiano”, e qui annoto già una differenza, forse la differenza, dal Protestantesimo, o dai Riformati:
sono italiano perché sono iscritto a quell’Associazione su base territoriale che è l’Italia (anagrafe, carta d’identità, passaporto, con tutti gli effetti giuridici che ne conseguono):
se fossi un extracomunitario, tutte le dichiarazioni filoitaliane che potrei fare, anche entusiastiche e lealistiche, con il cuore in mano e tanta autenticità, non farebbero di me un italiano.

Neppure il crimine mi priva di questa iscrizione, neppure l’alto tradimento, né l’esilio perché permane il legame con l’Autorità esiliante che potrebbe revocare l’esilio.

Analogamente per “Cattolico”:
ciò significa anzitutto iscrizione all’anagrafe o albo di una singolare Associazione, non su base territoriale limitata pur non mancando il territorio, detta “Chiesa cattolica”, un’iscrizione che avviene con un atto giuridico detto “battesimo”:
sono cattolico perché ne sono stato iscritto, indipendentemente dall’esservi stato educato:
considero la concezione educativa dell’essere cattolico come una formale eresia:
il Catechismo stesso non è educativo bensì istitutivo:
ma chi oggi saprebbe fare questa distinzione?

Vero che c’è la scomunica, ma questa, malgrado i grandi abusi storici che ne sono stati fatti, conferma ciò che dico:
che il punto di partenza, e oltre, è l’iscrizione a un’Associazione.

La scomunica mi riguarda? (per eresia o altra casistica):
ebbene, ho sempre sottomesso il mio caso al Tribunale competente, perfino desiderandolo, e proprio in tutto ciò che ho finora scritto da seguace di Freud cioè operaio della sua Azienda:
la mia tesi, pronto come sono a un contraddittorio non dialogico, è che non potrei neppure remotamente venire sospettato di eresia né altra casistica:
oso aggiungere un “anzi!” documentato, cioè che mi considero un esempio inedito di ortodossia:
ho perfino proposto il concetto di “ortodossia del soggetto”.

II. Come psicoanalista ho anche un’altra carta di identità, quella dell’Associazione detta “Psicoanalisi”:
però questa Associazione non esiste, ma mi correggo, esiste solo un po’ perché gli psicoanalisti si sono sempre accontentati di ben poco, ossia della forma giuridica dell’Associazioncella di diritto privato, ossia robetta.

Solo Freud ha posto le premesse per una tale Associazione giuridica che non fosse robetta giuridica, e lo ha fatto scrivendo “La questione dell’analisi laica (o dei laici)”, documentatamente disattesa dagli psicoanalisti:
io lavoro su questa via freudiana da trent’anni:
parlo di Freud Amico del pensiero.

III. Ma certo, l’Associazione cattolica alla quale appartengo senza contestazione, continua a essere deprimente e noiosa nel suo rimanere strutturata come nevrosi ossessiva (teoreticamente, o se si vuole teologicamente).

E soprattutto, resta nello stato confusionale la sua relazione con il pensiero del suo asserito Fondatore:
lo si vede fino a stracciarsi le vesti – che però non straccio affatto perché tengo alle mie vesti – nell’ascesa esponenziale dell’appello visionario a chissà quale “Volto” di Cristo, appello sciocco o delirante (all’Oggetto, omicida del pensiero).

Detesto le Riforme e Controriforme da qualsiasi parte vengano:
detesto la Riforma perché amo la Forma, sempre deformata o ammalata:
la forma è del pensiero:
non si tratta di riformare ma di guarire.

Milano, 26-27 aprile 2008

Download

Pubblicato su www.giacomocontri.it


Download

File Dimensione del file
pdf 080426TH_GBC3 273 KB

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.

Copyright © 2020 Giacomo B. Contri - C.F. CNTGMB41S04E379X
Copyright - Contatti - Tutela della Privacy - Cookie Policy


Credits


Data di pubblicazione: 05/06/2016

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.