CHARCOT E L’ISTERIA

Non farò una relazione, ma ne illustrerò lo schema, precisamente una linea, che descrive la traiettoria del moto di corpi (ma il grafico sulla lavagna non sarebbe adeguato). Nella fisica newtoniana si parla di moto dei corpi e di leggi di moto dei corpi. Questa linea è una linea in due tempi cronologici, e la sua metà coincide pressappoco con il passaggio dal secolo scorso al nostro. I corpi del moto e delle leggi (al plurale) di questo moto di cui vi parlerò sono: una prima volta i corpi di Charcot e degli isterici – che sono anche isteriche, ma come Charcot e anche Freud hanno tenuto a sottolineare, l’isteria non è squisitamente femminile – , e una seconda volta sono i corpi di Freud e degli isterici.

Si passa quindi a un secondo momento. In che cosa questo si distingue dal primo? Il primo tempo è denotabile con una parola che tra l’altro risulta dai testi, ed è la parola “studi”. Il titolo del mio tratteggio, o del mio testo, sarà Studi e aldilà degli studi. La parola “studi” ricorre non solo in Charcot, ma per mostrare perché do tanta importanza a questa parola per parlare della legge del moto del rapporto tra corpi (di scienziato medico da un lato e malato isterico dall’altro) vi rammento il titolo di uno fra gli scritti più importanti di Freud sull’isteria, Studi sull’isteria, in collaborazione con Breuer, Studien über Hysterie. Credo che si potrebbe raccogliere l’intera opera psicologica ventennale di Charcot sull’isteria, anch’essa come Studi sull’isteria.

Dico di più; il rapporto di Freud con Charcot non è solo un rapporto di debito, peraltro sempre riconosciuto, di qualcuno che ha ricevuto qualcosa in campo scientifico da qualcun altro, ma è molto di più. Freud ha un preciso rapporto di identità con Charcot: fino al momento in cui Freud non passa dagli “studi” all’ “aldilà degli studi”, egli è Charcot. Fino al caso di Dora, all’inizio del secolo, fino al riconoscimento del grande fallimento degli Studien über Hysterie, ossia dello studio come statuizione di un rapporto conoscitivo e terapeutico con l’isteria, finché Freud non riconosce che lo studio è la fonte di un fecondissimo fallimento in rapporto all’isteria, egli è Charcot che continua a operare e a vivere. …

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Convegno “Studi e aldilà degli studi”
Istituto Neurologico C. Mondino
Pavia, 25 ottobre 1993


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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