COME L’UOMO PUÒ PARLARE DI SE STESSO

La risposta alla domanda “come l’uomo può parlare di se stesso”, permette di affrontare dall’interno la tematica del senso religioso. Cosa intendiamo quando diciamo “io”, “uomo”? L’uomo può essere descritto compiutamente non a livello teorico, ma in quanto vive.

Onorato Grassi

(…)

Giacomo B. Contri

Più che un circolo vizioso è un circolo noioso. E la noia è un vizio, come tutte le cose che ci seccano. Dicendo questo mi impianto in linea diretta su una tradizione morale antica, qualcuno la chiamerebbe classica, in cui certi sentimenti erano trattati come dei vizi. Per esempio – è una parola vetusta – la accidia. Sapete che Dante secondo la morale ortodossa mandava all’inferno gli accidiosi, (anche in tutti i sensi dell’espressione, si dice a qualcuno di andare all’inferno). Ho semplicemente aggiunto alla lista dei vizi, la noia. Io trovo assolutamente interessante quella morale antica che trattava alcuni affetti, alcuni sentimenti, come dei vizi. Ma, certo, per potere ripensare in questi termini bisognerebbe riuscire a pensarli in modo completamente nuovo. Ho un debito verso la disciplina che pratico perché mi ha reso ripensabile ciò che per secoli è stato negato. Ho subito iniziato rispondendo a una domanda di Nori Grassi.

Un altro modo per cominciare è questo: voi tutti conoscete l’espressione “sentirsi bene nella propria pelle”, che dice moltissimo anche se è di quelle espressioni dell’uso comune, del parlar comune. Provate solo a fare uno spostamento e a inventare con me l’espressione “sentirsi bene nelle proprie parole”. Ora a tutti noi è capitato di sentirci male nella nostra pelle, spesso, benché non volentieri, altrettanto spesso, o forse in un modo che implica il sentirsi male nella propria pelle, abbiamo sperimentato di sentirci male nelle nostre parole. Ecco, a modo mio, il tema che ci è stato proposto, il tema generale di oggi. Dovessi dire in altri termini ancora come concepisco un tema come questo, direi che, in un modo un po’ astratto di esprimersi, si tratta della possibilità dell’esperienza. Uno può dire: “Ma cosa c’è da rendere possibile o ritenere impossibile. L’esperienza è quella che è, è il dato positivo, quello che si vede; per esempio il fatto che stiamo qui a combinare quello che stiamo combinando”. Ma il problema della possibilità dell’esperienza è che certi inizi abbiano termine, possano avere un fine, in caso diverso l’esperienza è letteralmente, ma anche psicologicamente parlando, insoddisfacente. Bi sogna che il punto di partenza sia arrivato “là” (dove?) per poter parlare di soddisfazione. Il lavoro che ho fatto nei giorni precedenti, in vista di venire qui, che ho fatto per noi, (cioè per voi ma anche per me stesso) è stato quello di ricostruire un piccolo vocabolario, quasi direi un abbozzo di lemme, come si , dice, come per un abbozzo di enciclopedia.  …

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Meeting per l’amicizia fra i popoli
Lunedì 22 agosto 1988, ore 11
Partecipano: Giacomo Contri, psicanalista e saggista.
Conduce l’incontro: Onorato Grassi.


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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