DIMOSTRARE L’ESISTENZA DELLA PSICOANALISI

1.       La psicoanalisi come relazione di minoranza

A proposito di maestri e di maestria, serve a tutti esplicitare che il sottoscritto non sta facendo il maestro. In primo luogo, perché ho il senso del ridicolo, e fare il maestro è ridicolo. Il maestro è una cosa che si giudica da certi effetti, se si rivelerà che egli avrà insegnato qualcosa a qualcuno. In secondo luogo, perché ciò non riguarda la funzione che chiunque, compreso il sottoscritto, esercita quando parla da questa “cattedra”.

La parola che scelgo per qualificare non solo la mia, di funzione, ma quella di chiunque altro prenderà la parola a turno in questa piccola comunità analitica (ma ogni comunità analitica è piccola), è quella di relatore, nel senso che essa ha nell’uso politico: si dice relazione di maggioranza e di minoranza, in cui la funzione del relatore è di riferire sullo stato della questione e sulle prospettive. In questa sede ciascun relatore meriterà plauso o critica o polemica non per il solo merito di ciò che avrà detto, ma anche e anzitutto per aver saputo o no riferire nel senso suddetto, cioè battere la strada su cui e per cui questa comunità è convocata.

Questa strada è un programma. Abbiamo sottolineato che nella “storia” della psicoanalisi non vi si è mai molto, e vi si è sempre meno, insistito.

Potremmo sommariamente descrivere il programma dei primi tempi analitici in questi due capi:

  1. esplorare quello che Freud ha chiamato “il programma del principio di piacere”,
  2. organizzare la comunità analitica.

Questo primitivo programma è andato poi inflettendosi:

  1. nel senso di ricercare in un presunto programma del principio di realtà i limiti del programma del principio di piacere,
  2. nel senso di subordinare ogni programma all’organizzazione delle associazioni di psicoanalisti (e in particolare la “formazione” o “didattica” è diventata un capitolo dell’organizzazione: ricerca di standard, feticismo del “setting” ecc.).

Col tempo si è finito per chiedere all’analista precisamente di non pensare a nessun programma della psicoanalisi.  …

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In Lavoro dell’inconscio e lavoro psicoanalitico, Sic Edizioni, Milano 1985


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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