DINVENTARE L’UOMO

SABATO DOMENICA
30 giugno-1 luglio 2007 in anno 151 post Freud natum

 

 

Lettura di:

S. Freud
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Invento questo neologismo, condensazione di inventare e diventare.

Non è corretto dire che l’uomo è stato creato (ripeto per la millesima volta che non sono interessato a vecchie storie teofilosofiche).

L’uomo è stato inventato, e ciò per ottenere un primo prodotto che fosse “a immagine e somiglianza”, a partire da materiali organici e inorganici come materie prime (sorvoliamo ora sul dispositivo produttivo):
un prodotto capace di servire da nuova materia prima per un passo successivo.

Quale passo successivo?

Lo si comprende se si pongono in continuità, anziché volerne la discontinuità, i due miti o racconti detti “Testamenti”:
nel primo l’uomo è stato inventato affinché nel secondo potesse (chi?, ma “Dio” naturalmente!) diventarlo (donde la condensazione “dinventarlo”), per poi restare tale.

Insomma, la continuità dei due miti narra il desiderio “divino”:
quello di diventare uomo (“incarnazione”):
ma ormai possiamo trattare “divino” come pleonasmo:
“desiderio” basta, quello di dinventare l’uomo.

Altrimenti per quale ineffabile stupidità “divina” sarebbe rimasto uomo? (o sostenere che lo sarebbe rimasto?)

Tutto ciò equivale a dire che per avere pensiero ci vuole corpo:
altrimenti panteismo cioè Dio = natura (Spinoza):
idea che Maria Delia Contri propone da prima di me.

Dinventare l’uomo è la soluzione “divina” al nichilismo (già greco).

Ma Freud non ha avuto bisogno di fare questi passaggi per scoprire il corpo come “trans”, aldilà:
rammento il nostro libro “Aldilà: il corpo”, cioè la “pulsione” come legge di moto o pensiero o istituzione del pensiero.

Non sono primariamente interessato alla disputa bimillenaria tra ebraismo e cristianesimo:
è anche in questo che sono con Freud, in quella sua singolarissima sintesi miscredente tra ebraismo e cristianesimo (che gli viene obiettata da ambedue le parti).

Presto rincarerò – sempre più difficile! – parlando freudianamente dell’incomprensibile “transustanziazione”, così bene documentabile nell’isteria (ma anche e più ancora nella salute).

Milano, 30 giugno – 1 luglio 2007

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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