DOPO PELAGIO, L’ORTODOSSIA FORMALE

Intervista a Giacomo B. Contri

 

 

«Sono partiti alla crociata di conquista della Chiesa da parte del mondo, credendo che si tratti di una Reconquísta del mondo da parte della Chiesa. Ma un cristiano è sempre un cretino (dal francese chrétien-crétin) quando non parla dalla sua città, la Città di Dio, e pensa di conquistare l’altra città, quella che si autoconcepisce come l’unica, la città del Mondo». A Giacomo Contri, psicoanalista a Milano, allievo di Lacan, piacciono i giochi di parole. Ne ha trovati alcuni interessanti anche sul tema della catto-egemonia.

Professore, si parla con insistenza di una nuova egemonia socio-culturale che la Chiesa cattolica potrebbe tornare a esercitare nei prossimi anni. Come spiega queste pulsioni egemoniche?

GIACOMO CONTRI: Da un lato mi stupisce il carattere di illusione debole e patetica di questi discorsi. Un’illusione che nasce da una ricerca nervosa di una patria, di un riconoscimento. Ora, la ricerca di riconoscimento in questi termini è, anche psicologicamente parlando, un segno di debolezza infinita. “Psicologia” nel senso contemporaneo, ma anche antico, nel senso di anima. Qui c’è poca anima. Come dire: in cassa ci sono pochi soldi, o: poco da mettere sotto i denti. La psicologia cattolica (si intende: quella del soggetto cattolico), che in sé sarebbe psicologia della ricchezza, diventata psicologia della penuria. La grande alternativa psicologica per gli esseri umani è ritornare come bambini, espressione di Gesù, o essere adolescenziali. Io trovo tutto questo molto adolescenziale. E la forza psicologica è del bambino, non dell’adolescente. L’adolescenza è l’età dell’adolessenzialismo…

Bel gioco di parole. Ma che significa?

CONTRI: Pensi ai fratelli Karamazov, che son sempre lì a far discorsi essenziali, metafisici, sulla trascendenza, sull’essere… Un essenzialismo astratto, perché poi il lettore smagato s’accorge che a quei bravi Karamazov di questi loro discorsi non gliene può importar di meno. Ecco, anche nei discorsi di chi parla di egemonia cattolica ricorrono le stesse categorie, lo stesso metafisicismo. La trascendenza, la sfera spirituale… Psicologismo essenzialistico.

Argomenti che qualcuno trova interessanti. I vescovi tuonano sempre contro il materialismo e il relativismo della cultura moderna…

CONTRI: Con e dopo Cristo non è più interessante enfatizzare la trascendenza di Dio. Ormai si tratta di trascendenza dei suoi soggetti perché suoi figli, cioè già appartenenti a un’altra e sua civiltà, o Città. La trascendenza da quel momento è la trascendenza dei figli, e non argomento per i “bla bla” dei teologi e dei filosofi. Con e dopo Cristo la trascendenza è una realtà terrena, “pellegrina” quanto si vuole.    …

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30GIORNI
n.6 – 1993
Giugno 1993


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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