FREUD, J. LACAN E PULCINELLA-WIKILEAKS

Wikileaks è i segreti di Pulcinella:
tutte le sue “rivelazioni” erano almeno congetturabili, perfino con uno sbadiglio, da ogni pensante che legga almeno episodicamente i giornali.

Julian Assange è uno hacker goldoniano, con tutta l’Intelligence mondiale a caccia del pericoloso Pulcinella, da arrestare solo per far credere:
la censura è uno strumento della censura.

Tanta tecnologia per nulla!

Tutti guardie e ladri, le istituzionali Guardie con la maiuscola.

Freud e al suo seguito J. Lacan sono semplicemente intervenuti su quel salmo che dice che abbiamo gli occhi per non vedere e le orecchie per non sentire.

Con il passaggio all’ortodossia uditiva e visiva, e all’ortodossia linguistica del chiamare le cose con il loro nome, non si prenderanno più per veri tanti predicati anzitutto quelli amorosi:
che i genitori amano i figli, che “ti amo”, che i miei “amici” sono amici, né che “Dio” ama o è misericordioso:
non perché (semplice rovesciamento) diventino falsi, ma perché sarà da udire e vedere caso per caso (ricordo ancora Gedeone).

E si prenderà per vero che gli istinti sono solo un’inconsistente millenaria favola teorica;
e che l’ente senza frutto non è (nichilismo è l’ontologia senza frutto), che l’ontologia, o il linguaggio come rapporto parole-cose versus parole-atti, è la più antica truffa (menzogna significa truffa) ai danni degli uomini:
insomma che i panni sporchi, se e quando lo sono, non si lavano né nella famiglia privata né come “segreti” di quella famiglia collettiva che crediamo sia l’Istituzione.

Le notizie appena giunte da Wikileaks non sono affatto l’11 settembre delle Istituzioni, perché non è un attentato ad esse il sapere di Pulcinella:
al contrario questo sapere da vista e udito, tutto sommato banale, “rischia” semmai di ricostituire su una base favorevole il rapporto dei singoli con le Istituzioni, e di reimpostare il problema della miseria in quanto simultaneamente materiale e psichica:
la loro infausta correlazione è sempre stata chiamata “Il Popolo”.

Il sale della terra non è il segreto, né il mistero, occorre la patologia per credere una cosa simile.

Occhi che vedono e orecchie che odono sono quell’individuo-Istituzione di cui ho scritto (Tienanmen e Istituzioni del pensiero, 20-21 novembre, Tienanmen, o linfantilismo come montaggio, 25 novembre), che continua a non vedere l’alba:
di una Civiltà che non sarebbe quella dell’infantilismo:
o dun discours qui ne serait pas du semblant (di cui in J. Lacan e la diseconomia di partenza, 27-28 novembre).

martedì 30 novembre 2010

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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