GOVERNO E OPPOSIZIONE

Non è mio pensiero né prassi omologare Governo e Opposizione.

Tuttavia sulla stessa piazza e insieme stanno:
1. le Teorie presupposte di cui parlo, che nel loro genotipo di pensiero ci fanno più dei “fatti”, con i loro vessilli o zizzanie linguistiche di cui pure parlo,
2. e (insieme ripeto) Governo e Opposizione, che finché possibile so sì distinguere nelle mie preferenze di voto, ma che sono largamente omologhi nei Fondamentali (1.) che ho appena richiamato:
il primo e la seconda diversi nelle ideologie fin che ce n’erano, e che avevano interesse fino agli anni ’60:
anni in cui la maggior parte della popolazione odierna esisteva ancora allo stato di aminoacidi.

Ma nelle loro opposizioni le ideologie erano occultamente omologhe tra loro nei Fondamentali che ci fanno, e proprio per questo non le rimpiango:
nelle loro nerborute coscienze esse nascondevano-veicolavano tali Fondamentali, comuni ai nostri “padri” di opposti schieramenti:
in ciò tutti erano “Partito Qualunque”, malgrado sforzi talora enormi per distinguersi tra loro e dal Qualunque.

Sto descrivendo da storico la “maggioranza compatta” già individuata da Freud:
l’interessante è che il suo-nostro stare all’opposizione non ci fa anarchici, terroristi, intolleranti, né martiri di una causa, ma piuttosto tolleranti, lealisti, e perfino “Amatoriali della realtà collettiva” come scrivevo giovedì 29 ottobre.

In questa posizione rispetto alla maggioranza compatta non ho mai dubitato, come non lo ha fatto Freud e poi J. Lacan, di stare perdendo il mio tempo a difendere la “persona”, ma quale?:
non quella che cretinamente (da “cristiano”) è stata chiamata “persona umana”, come se esistesse la persona canina o scimmiesca,
bensì quell’attore pensante (magari male) il moto delle proprie gambe e delle proprie corde vocali, che dal diritto prende il nome “persona”,
ma giuridicamente impensabile come persona giuridica finché non si raddoppi il Diritto in un Primo diritto,
e finché non si pensi il pensiero come giuridico, che non ammette “persona fisica” statutariamente in corpore vili privo di habeas corpus.

Non ho Potere ma non cesso mai di fare politica:
un’altra da quest’altra non esiste:
non aggiungerò “nel mio piccolo”, nel constatare che ne occupo solo una modestissima parte:
basta con piccolo-o-grande.

All’amicizia del pensiero serve solo lavoro di pensiero.

Milano, 19 novembre 2009

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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