GRATUITO?

So di essermi posto da sempre la questione della possibilità del gratuito almeno come non-costo, ma l’ho realizzata tardi:
in generale noi umanità la escludiamo, e se fosse solo per l’esperienza sarebbe arduo obiettare (conoscete controesempi?, senza fare i soliti predicatori della domenica).

Accenno per primo a un gratuito secondario e pressoché inconcepibile, per venire poi a quello primario:
quello secondario riguarderebbe, nemmeno dirlo, il solito sesso, ossia ciò di cui a ben vedere tutti vorrebbero sbarazzarsi salvo fare finta, una finta storica e mondiale:
sbarazzarsene è una delle massime aspirazioni dell’umanità, il principale desiderio … sessuale (si dice “farla fuori”):
con “sesso” dico la differenza, mentre “il” sesso – mai visto! – è quello che hanno in testa tutti, il che significa che esiste un delirio universale (costoso).

Ma ammettiamolo pure (come?), questo inconcepibile:
a chi ne avesse il desiderio non resta che consigliare, fino a concepibilità accaduta, l’astinenza perpetua:
ciò perché il sesso presenta sempre il conto, a volte altissimo:
il meno salato è quello prostituivo.

C’è poi anzi prima un altro gratuito, primario, cui è sospesa la possibilità di quello secondario, o meglio da cui discende secondariamente quello sessuale, come una “risulta” per una volta gradevole:
è quello per cui ci si reca a un appuntamento, o lo si pone in essere, affinché renda ossia dia frutto:
certo, c’è appuntamento se ambedue i partner acquisiscono in facoltà e in governo del tesoro (non dico in salario).

Questo è solo un appunto, non dico di più anche per averne già detto molto.

Il mio intelletto è stato oscurato a lungo dalla “manfrine” spiritual-caritatevoli, che non vincolano il gratuito al frutto, e lo danno come spesa per un conto che peraltro nessuno ha aperto:
e in effetti gran parte delle nostre spese sono per … niente.

Poi si impara anche a distinguere il caso del regalare perle ai porci.

Quello dello psicoanalista è un caso applicativo di gratuità:
in cui ci si fa pagare per non regalare perle ai porci (e per non crearne),
oltre al permanente bisogno di reddito.

Un passo ulteriore è la correlazione della razionalità di gratuità-frutto con l’innocenza.

Milano, 30 settembre 2009

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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