“GROKKARE”

Ho appena imparato questa parola, nuova per me, “groccare” o “grokkare”, leggendo “La guerra dei buchi neri” del fisico Leonard Susskind, 2008 (Adelphi 2009):
era un neologismo in inglese dalla parola marziana to grok, di Robert Heinlein nel romanzo di fantascienza “Straniero in terra straniera” , 1961.

Significa, scrive Susskind, “la comprensione profondamente intuitiva, quasi viscerale, di un fenomeno. Io grokko la forza, la velocità, l’accelerazione. Grokko il tempo e il numero 5. La traiettoria di un sasso, o di un giavellotto, è grokkabile. Ma il mio sistema di grokkaggio innato fallisce quando cerco di applicarlo a … [e qui l’Autore prosegue in una direzione di cui rimando l’esame: “allo spazio quadridimensionale, o al numero 101000 o, ancora peggio, al principio di indeterminazione di Heisenberg”.]

Per l’Autore il grokkare è una “comprensione istintiva” connessa alle “nostre reti neurali”, e per la comprensione dei nuovi “fenomeni oscuri” della Scienza occorrerebbe una “fantastica riprogrammazione” delle reti neurali stesse, appunto per poterli grokkare.

Non sono certo io a biasimare la pratica del neologismo, ma in questo caso sento odore di mistica, di oscura new-age linguistica per designare la comprensione degli “oscuri” fenomeni.

Ai giorni nostri va contemporaneamente forte la mistica delle emozioni, ovviamente connesse alle reti neurali, prive di avvocato difensore.

Una cosa simile era già successa:
come diventare marziani ossia neo-grokkare le realtà superiori?, spirituali?:
si delira il sesto senso per negare la verità di esperienza che sono i cinque sensi che vanno male:
cosa risaputa già nel Salmo che lo dice: “Hanno occhi ma non vedono, hanno orecchi ma non odono, …” (135, 16-17):
alla lista mancava: “Hanno reti neurali ma non pensano”, ma sarebbe molto inesatto:
hanno reti neurali ma pensano male (idem per occhi, orecchi, e prima bocca), senza imputabilità alcuna di tali reti, non toccatemi i neuroni!

Rintraccio il grokkare mistico nel cuore della patologia, nell’attaccamento insensato a essa:
non ho detto che la patologia è mistica, sto parlando del fenomeno della resa incondizionata quanto sciocca ad essa.

Il misticismo è nemico di benessere, sapere, libertà.

Vorrei poi tornare sulla Scienza, anzi alla domanda sulla sua esistenza:
non perché io sia diventato a-scientifico come si dice a-teo:
penso all’ignoranza indispensabile alla Scienza per costituirsi come tale, differenzialmente, senza mistica:
manchiamo ormai della diagnosi differenziale “Scienza”, anzitutto dalla Letteratura oggi nella sottospecie Fantascienza, Laser e Jedi.

Milano, 28 ottobre 2009

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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