I NUOVI BARI «DOPO» LA PSICOANALISI

1985_SCES_imageCosa è veramente in discussione nei 13 anni di progetti di legge miranti a regolamentare le professioni di «psicologo» e di «psicoterapeuta»?

 

Ho cercato di comprendere che cosa è veramente in discussione in tredici anni di progetti di legge – uno l’anno in media – miranti, cosi si dice, a regolamentare «la professione» (ma esiste la?) di «psicologo» più «psicoterapeuta» (ma esistono come categoria?)

Essi si presentano come progetti che, circa lo stato delle cose «psico», sono intellettualmente, scientificamente giuridicamente così selvaggi, ignoranti. Incompetenti, che viene obbligato chiedersi come si motivino siffatte brutture – tenuto anche conto che non c’è motivo di ritenere che i loro firmatari siano persone men che degne e di valore – come tutti almeno – nei loro ruoli politici, professionali o altro.

Tra tutti questi progetti, il solo che appaia meritare un filo meno i suddetti appellativi è l’ultimo in ordine di tempo e che è anche il meno recepibile: quello che propone di vincolare in qualche modo «la» professione detta di «psicoterapeuta» (stessi interrogativi detti sopra) ai medici e in ultima analisi agli Ordini dei medici.

Una proposta, questa, che trovo di respingere senza esitazioni, non solo come psicoanalista seguace di quel Freud che già l’aveva respinta quasi sessant’anni or sono, ma anche come persona dotata della più comune esperienza umana e civica e che semplicemente come tale sa che quando si tratta di quelle sofferenze-più-mistificazioni umane che sono per esempio chiamate nevrosi, il medico non cura, non solo se- ipsum, ma nemmeno il suo prossimo, come i medici ben sanno. Vero è che in tale proposta non lo si pretende davvero, e che tutta la manovra è centrata sulla «diagnosi differenziale». Ma insomma… (non rifuggo la discussione su ciò, la rifiuto).

Pure questa proposta ha almeno il merito formale (e il fatto che essa sia regressiva è un merito negativo in più) di esprimere una parvenza di sforzo minimo se non sub-liminare corporativamente non disinteressato, ma chi è senza peccato… – di trovare bene o male – male, non bene, e anacronisticamente – un qualsivoglia criterio di ordine e chiarezza (sottolineo queste due parole perché sono quelle conclusive di Freud in proposito nel 1926) in una materia. chiamiamo «psico», su cui nei nostri anni l’oscurantismo si fa geometricamente crescente.  …

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in Scienza Esperienza n. 24, 1985, pp. 37-38.


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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