IL BAMBINO. UNA CIVILTÀ EVOLUTA E IL SUO CAVALLO DI TROIA

«Child», n. 1
gennaio 1999

 

 

Civiltà

Adamo e Eva, la sera, vestivano l’abito da sera.

Ecco un modo, svelto quanto rigoroso, per dire che gli inizi non sono selvaggi, incivili, bensì immediatamente evoluti e civili. L’animale – la biologia – non ha inizi ma soltanto antecedenti necessari: di ciò – ossia della banalità propria all’antecedente necessario – si occupa la scienza (fisica, poi biologica). Questa è un’osservazione non consueta, cioè che “la” scienza comunemente detta si occupa non banalmente di banalità (di “enti” banali ossia non pensanti). Invece la scienza dell’inizio è un’altra scienza, e infatti professiamo una scienza – che con Freud chiamiamo anche noi “Psicologia” ma diversamente da un’altra Psicologia del nostro mondo – che è una scienza non del banale bensì del rilevante.

In altri termini, c’è un’altra e prima scienza grazie alla quale, per capire qualcosa in modo corretto, non è necessario risalire all’uovo, al seme, al DNA, alle particelle elementari o al big bang. È solo un inizio a non essere banale, e il non considerare banale il bambino piccolo è un ben fondato sentimento comune, anche se con lui non possiamo discorrere secondo i nostri discorsi correnti, spesso banali o dis(chi)correnti. Il bambino resiste alla nostra comune banalità, e ciò dovrebbe essere educativo per l’adulto nella sua arroganza educativa.

Il “buon selvaggio”, il selvaggio buono o cattivo, non è mai esistito: è solo un esecrabile funzionale interessato mito tardomoderno, e più tardo che moderno.

Tuttavia, non prendiamola tanto alla lontana, ossia non partiamo da Adamo e Eva bensì dal bambino. Ma il bambino essendo maschio e femmina, allora partiamo da… Adamo e Eva.

Biologia e legalità

Prendiamo ora un altro mito, facendo per almeno una volta uso innocente, non ideologico né teorico ma semplicemente etimologico, della parola “mito”, che significa racconto. È il mito di Edipo, che nella sua imbecille disastrosità si iscrive benissimo nelle conseguenze della imputabile imbecillità del peccato adamoevale.

Si sa che Edipo si scontra con la Sfinge (non era il primo della serie: l’errore si presta come sempre alla qualunquità, alla serialità confusa con la serietà). Un tipo scontroso, il nostro Edipo: infatti si era appena scontrato con Laio ignorando che era suo padre biologico: biologico, lo sottolineo, non legale, e ciò fa tutta la differenza.   …

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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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