IL BENE DELL’ANALISTA. LA NORMA FONDAMENTALE

Partiamo da questa frase: «L’analista non può fare il bene, eppure lo conosce».

Contenuto ed echi della frase sono quelli di un noto linguaggio morale tradizionale. Pongo che essa esprime una parte essenziale del nucleo di scoperte di Freud.

Sto dicendo qualcosa di ovvio, a condizione di accorgersene: rammentiamo che una delle osservazioni di Freud è che nel disturbo psichico viene meno proprio la facoltà di osservazione più ovvia, quella riguardante ciò che è sotto gli occhi di tutti (la sessualità infantile per esempio); o anche, viene meno la facoltà di chiamare le cose con il loro nome (noto il nesso osservare-parlare). Infatti, è ovvio che una malattia è un male, e che ciò è vero anche per la malattia nevrotica, e in generale psichica, non fosse che per l’ovvio cumulo soggettivo di sofferenze (procurate anche ad altri) e di danni materiali (corporei ed economici) e sociali perfettamente descrivibili e calcolabili (procurati anche ad altri). Come pure è ovvio che guarire – nel senso sia transitivo sia intransitivo del verbo – dalla nevrosi, è un bene, non fosse che per la cessazione di quel cumulo di sofferenze e danni.

Ebbene, «psicoanalisi» significa anche la scoperta – nel significato scientifico della parola – che non esistono verso la malattia psichica atti terapeutici o curativi unilateralmente transitivi, nel significato anche solo analogicamente medico della parola «terapia» – cioè procurati da un professionista a un malato –, che siano atti a procurare un tale bene. In altri termini: che non esiste psico-terapia è una scoperta della psicoanalisi. È questo il senso più ampio dell’abbandono freudiano dell’ipnosi: è con questo abbandono che la psicoanalisi è nata, e rinasce a ogni nuovo trattamento. L’ipnosi rappresentava l’ultimo tentativo medico («fare il bene») di cura delle nevrosi. Lo sottolineo, medico : che il mezzo sia psicologico non cambia nulla nella natura dell’atto psicoterapeutico in quanto prescritto e unilateralmente transitivo.  …

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In AA.VV., Da inconscio a inconscio. Considerazioni sul problema dell’attenzione fluttuante in psicoanalisi, Alfredo Guida Editore, Napoli 1994, pp. 89-101.


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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