IL “COMPLESSO EDIPICO” COME FORMA UNIVERSALE

e il caso della Madonna

 

 

La prima se non unica obiezione che si possa rivolgere a Freud, è di essersi illuso – proprio lui che ha criticato l’illusione religiosa – che esista quella meraviglia formale che é stata chiamata, non felicemente,”complesso edipico” (infatti Edipo, ma anche Giocasta, non aveva un buon… “Edipo”).

Ma è meglio così: perché lo incontriamo sempre e solo in stato infelice, o di crisi, se non in stato di distruzione (Zerstörung) cui la patologia consegue.

Che significa questo complesso? Il suo disegno – un vero e proprio disegno di legge – è chiaro.

É un regime di privilegio come anticipo gratuito costituzionale – come si dice costituire una dote o una rendita: che può essere costituita anche per un neonato – il cui beneficio è anzitutto il regime stesso di privilegio, paragonabile a un modo di produzione.

Dico costituzione ossia diritto, non fantasma ossia teoria. É il primo accadere psichico – psychisches Geschehen – freudiano (“primo” non nell’ordine evolutivo), o pensiero.

Esso consiste in un coniugio virtuale, anteriore alla maturazione sessuale, come regime di comunione di beni con l’adulto distinto come quello di altro sesso.

La facoltà del rapporto, e il rapporto come facoltà, è iniziale (la comunione di beni di Edipo e Giocasta era la coreggenza della città: ma nel loro malridotto “Edipo” hanno rinunciato, nonché al rapporto, alla coreggenza sovrana).

Questo regime non ha preclusioni o obiezioni di principio in nessuna direzione:
1. non verso l’adulto del medesimo sesso;
2. non verso ogni possibile fonte esterna di beneficio, né di eccitamento(-vocazione);
3. non verso altri partner: potremmo dire che il complesso edipico è una “coppia aperta” Scherzosità a parte, si tratta di intendere che “complesso edipico” designa una forma, la forma della partnership inclusiva e non esclusiva della differenza sessuale.
Il partner edipico non è fissato in “papà” e “mamma”, anzi la distinzione è radicale: quando è così fissato è già patologia, ossia il complesso ha già iniziato a dissolversi.
Dunque la facoltà del rapporto nasce adulta già nel bambino. É l’adulto nevrotico a infantilizzare il complesso: la psicoanalisi serve non a dissolverlo ma a ricostituirlo;
4. non verso la differenza sessuale in ogni sua opportunità. Veniamo qui alla moralità insita al complesso, che il moralista – come il “libertino” – rifiuta inibitoriamente di anche solo

La sua pecca logica è pecca morale: rifiuta di svolgere un semplice pensiero.

Con una formula antica: il complesso introduce la verità che l’eventualità sessuale tra partner di sessi differenti non viene “dalla carne e dal sangue”, che presuppone la patologia, non da natura o “istinto” (che non esiste che delirantemente), e poi “concupiscenza”. Pedofilia e stupro (come anche omosessualità) derivano dall’attentato al complesso, sono patologia.  …

Inizio ottobre 2006

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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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