IL FORMAGGIO CON LE PERE A POMIGLIANO

I giornali non parlano che di Pomigliano, Fiat-Marchionne, il “popolo” operaio, i sindacati, e naturalmente la disoccupazione.

Poiché l’argomento è molto dirò poco, segnalo solo due contraddizioni storiche:
1. certo, c’è stato uno storico sindacalismo con i suoi meriti sul campo
− ma pudicamente non scrivo un capitolo di storia per raccontare ciò che Marx poi Lenin pensavano di sindacalismo e di sinistra, in seguito Stalin li ha massacrati −;
però c’è anche un sindacalismo dello spirito, o della vita quotidiana o della vita psichica, che è quanto di peggio possa accadere a un individuo:
metodico e militato spirito di rivendicazione, obiezione, querulomania, antigonismo di classe (Maria Delia Contri).

2. e c’è la disoccupazione, a mio avviso irreversibile e crescente “strutturalmente”;
però c’è anche una dis-occupazione dello spirito, o della vita quotidiana o della vita psichica, indipendente e di altra fonte dalla precedente, e patologica come il suddetto sindacalismo dello spirito.

Fin da piccolo sentivo parlare del “buon popolo” ma io, senza osare dirlo, non lo vedevo affatto, vedevo invece dei gran bastardi (nel senso di Sergio Leone), proprio come nelle altre classi, e specialmente nella classe “piccoloborghese” bastarda qua talis (come pensava Marx):
ma i postcomunisti hanno deciso di censurare questa parola, e i “ceti medi” furono.

E’ a questo momento che deve apparire l’espressione arcinota “Al contadino − il ‘popolo’ − non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere”:
ciò è commercialmente successo per la ricetta formaggio-pere, ma prima ancora per “se piove allora mi bagno”, cioè l’inferenza che è un atto astratto del pensiero.

Per ammazzare il popolo senza spargimento del suo sangue − il sangue lo verseranno altri, il popolo farà da boia inconsapevole e plaudente −, bisogna dirgli che esso è tanto “concreto”, che non compie quell’astrazione centinaia di volte al giorno, ossia che non sapeva già quanto è buono il formaggio con le pere:
il “popolo” è versato in astrazione come chiunque altro.

In fondo Platone è stato il primo sindacalista dell’umanità:
nel contratto collettivo ha negoziato per noi l’anima, o la sopra-vivenza senza pensiero.

giovedì 24 giugno 2010

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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