IL GUANTO E IL PUGNO: FREUD FILOSOFO

Nel disconoscimento di Freud come filosofo si condensa tutta l’ostilità a Freud, con pugno di ferro anche quando il guanto è di velluto:
la forma più generale di questa ostilità è la partizione, e sistematizzazione, filosofia / psicologia:
con triplice tipologia, nei filosofi, nei pazienti, negli analisti stessi.

1. Filosofi.

Molti filosofi storcono il naso a Freud, ma questo può andare, non gliene voglio:
invece, il caso peggiore è quello di filosofi che scrivono perfino libri favorevoli a Freud, ma a Freud classificato come psicologo, indurendo così la partizione.

2. Pazienti.

La massima “resistenza” all’analisi sta nell’ostilità a riconoscere che la propria patologia poggia non in terra ma in cielo, non in basso ma in alto, in Teorie che albergano nelle loro teste come nelle teste dei filosofi, 1. animalità-istinto, 2. amore come innamoramento, 3. ontologia, 4. religione (che come Teoria non agisce meno nei non credenti), in generale gli Oggetti alti [1]:
il concreto della psicopatologia si produce perché subordinato all’astratto di una Filosofia sulle gambe, e così una miriade di comportamenti tanto “concreti”:
la partizione Psicologia / Filosofia nega questa subordinazione, negando  poi la guarigione nel cambiamento.

3. Analisti.

Per molti di essi vale quanto appena detto per molti pazienti:
cioè la negazione del fatto che la patologia risulta da omissioni censurate(-suturate) da sistematizzazioni (Teorie), ovvero del fatto che la psicoanalisi è un caso di messa in pratica di una Norma generale di non-omissione e non-sistematizzazione.

La prevalenza della parola “clinica” (in questa è bene che l’analista sia versato fino a saper spaccare il capello in quattro), sostiene il concreto-psicologico che nega la subordinazione alla Teoria o all’Oggetto, e la cura che invece fa la correlazione ignorata.
In Italia l’uso e abuso della parola “lettino”, incredibilmente sostituita alla parola “divano” (peggio che chiamare asino un cavallo), unisce alla Teoria del “concreto” l’infantilismo di un attrezzo per bambini.

Il laboratorio freudiano è appunto filosofico:
lavoro, non speculazione o contemplazione.

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[1] In Istituzioni del pensiero. Le due ragioni, Sic Edizioni, Milano 2010.

giovedì 19 maggio 2011

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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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