IL PENSIERO COME LEGISLAZIONE

1.           Il pensiero come atto

Il pensiero di natura non è solo un libro, ma un concetto, un’idea chiara e distinta come diceva Cartesio. Esso ha preso le mosse più di venti anni fa, dopo che Raffaella Colombo è venuta a trovarmi con in mano Progetto di una psicologia, parlandomene come un libro di Freud rimasto a lungo inedito, non scritto per la pubblicazione. Mi parlò di Freud come quello che aveva scoperto il pensiero. Il pensiero di natura è nato da lì, il merito va a chi è partito per primo. Io non pretendo mai di essere partito per primo.

Poco fa in una breve conversazione qualcuno ha osservato che la parola pensiero mette soggezione. Vero. Di quale verità sto parlando? Del fatto che la parola pensiero, che è la prima delle parole amiche – non a caso ho fondato una Società Amici del pensiero – è passata dal lato della ostilità. Sto partendo da ciò da cui sempre è bene partire: accorgersi che nelle nostre vite è successo qualcosa di storto: ciò che era dalla parte giusta è passato alla parte sbagliata.

È da notare che una volta questa diversione dall’amico al nemico, o non più amico, era designata dalla parola destino. Se destino, allora soggezione al destino. C’è chi ha dato alla parola destino persino il nome “Dio”: Dio avrebbe una volontà che mi fa da destino. In fin dei conti non è così diverso dall’espressione “nascere sotto una stella”; buona stella o cattiva stella, ma in ogni caso “sotto una stella”. C’è anche chi, accorgendosi di questa diversione – che poi diventa perversione –, fa un sussulto o più banalmente esclama: “ma cosa è successo?” per poi ricominciare da capo.

Questa stessa osservazione può essere fatta per la parola amore. In questo caso il sussulto deriva dall’osservazione pura e semplice di un’esperienza comune fin dall’infanzia: l’amore nelle nostre vite sta sotto il segno – come si dice “sotto il segno delle stelle” – della minaccia di perderlo. A questo gioco non gioco più. Qui è successo qualcosa di storto e preferisco rifiutare ogni significato della parola amore, salvo che un giorno salti fuori che possa averne uno. È stato il mio sussulto di molti anni fa. Non dirò mai più la frase – che è anche il titolo di un vecchio film – Lassù qualcuno mi ama. Una frase come questa è da mandare al diavolo ed il nome diavolo in questo contesto è usato in maniera adeguata. Il diavolo è l’amore sotto il segno della minaccia.  …

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Pronunciato il 26 aprile 2014
Trascrizione a cura di Anna Vivenzio
Revisione di Maria Gabriella Pediconi
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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