IL PLOUTIER

Ho appena raccontato questa storiella frivola per frivoli seriosi, o funzionali, sistematici senza ordine, anarchia regolata.

É comune esperienza e cognizione quella di bambini che si confrontano a proposito delle rispettive professioni dei genitori, tutti professionisti doc.:
in una di queste tenzoni accade però che uno dei bambini tace:
ma insistentemente interrogato dai compagni, dichiara che il padre fa il ploutier (suona come “croupier”):
poiché gli altri non capiscono né lo potrebbero, promette loro un’illustrazione sensibile per l’indomani:
fattili salire in barca e discostatosi un po’ dalla riva, si alza in piedi ed estrae una manciata di sassolini che getta uno alla volta nell’acqua producendo il suono “plout!”, “plout!”.

Smaliziato il bambino! – potrebbe essere mio figlio che parla di me -, infatti in questa comica chi è il ploutier come enigma?:
un filo di logica indurrebbe a risolverlo come si risolve la “x” di un’espressione o appunto un enigma:
ma come sappiamo la logica non è di questo mondo, malgrado gli sforzi dei Logici:
dunque “ploutier” è un test d’intelligenza.

Facendo la storia del Movimento psicoanalitico, Freud annotava che in un primo tempo si rispondeva al test, poco intelligentementemente, con “ciarlatano” (Kurpfurscher), e perché non, con equivoca benevolenza, un incompetente don Chisciotte ad attenuante idealistica?

La storiella è comica nei confronti dello stropicciato sistema delle professioni, e di una Università stiracchiata a comprenderle tutte:
non dico affatto che sono stropicciate le singole professioni, per esempio io sono un sostenitore della Medicina scientifica, e dell’obbligo a esercitarla solo nel quadro di una formale autorizzazione giuridica, senza lasciarla all’ambito libetale (non liberale) del permesso giuridico.

Il comico del ploutier inquisisce la sistematizzazione oggi affidata all’Università, nella sua incapacità – strutturale, senza demerito – di produrre un criterio di affidabilità:
ormai definisco sempre l’affidabilità come innocenza con consistenza (non contraddizione), il che implica competenza:
ciò elimina ogni sospetto di ineffabilità.

Solo gli individui, a costo di errore, possono essere giudici dell’affidabilità.

Alcuni giorni fa ho esposto quattro casi – o sono solo nomi? – di ploutier che si autorizza da sé, soggetto al giudizio della sua affidabilità, dunque imputabile come tale:
il filosofo, l’economista, il giurista, lo psicoanalista.

Ciò che dico lo ha fatto Cervantes con Don Chisciotte:
i plout idioti di Don Quixote hanno Cervantes come competente ploutier:
essi rappresentano le gesta della società spagnola, e in generale europea, tra ‘500 e ‘600:
per esempio la tenzone del Cavaliere contro i mulini a vento rappresenta le guerre dementi di Carlo V, e Filippo II e III e IV, con le loro inutili stragi.

Milano, 20 ottobre 2009

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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