INNOCENZA E “FREGATURA” AMOROSA (bis)

Continua l’articolo di ieri, da leggere o rileggere prima di questo seguito.

Esso terminava dicendo che l’innocenza è un artefatto, civiltà non natura:
la natura non è inizio né antefatto, ma materia prima, non materia pura, già per il solo fatto di percepirla:
l’inizio è già civiltà, nella virtù o nel vizio, per usare parole démodées.

In particolare, è il caso dei sessi:
hanno dunque torto quei dialetti che chiamano “natura” ciò che sapete, o credete di sapere.

Ora, un semplice esercizio linguistico alla portata di qualsiasi intelletto normalmente costituito, intendo non inibito nevroticamente:
si osserva la rarità di simili esercizi:
“bada a come parli!” è l’inizio dell’intelligenza.

In questa parola
– “fregatura”, che non esiste in tutte le lingue, ma potrei fare il medesimo esercizio per la corrispondente parola francese, esistente anche in italiano -,
trova espressione linguistica una di quelle sottigliezze del pensiero che possono decidere di una vita, dunque guardarsi dai nemici delle sottigliezze.

Essa designa una variante (sfregare), ma sgradita fino a oppositiva, del carezzare, tanto da acquistare il significato corrente di ingannare:
ci sarà pure stato qualcuno che l’ha coniata per primo, forse mille primi intelligenti contemporaneamente.

Pleonastico distinguere carezze erotiche, lo sono tutte, da quelle ai bambini (i bambini lo sanno), al dare o tenere la mano, così come sono baci o morsi tutte le parole:
ignorarlo
– è ignoranza prodotta, non di non sapere: la Cultura ignora la distinzione tra ignoranze -,
è già una fregatura, di cui è colpevole tutta la Cultura:
che distinguo dalla Civiltà, come già Freud non per primo, ma non posso dire tutto, ci tornerò.

Amore e sapere non confliggono ma con-ludono.

“Innocenza” è un sostantivo attivo (come lo è “impresa”), corrispondente al verbo inusitato “innuocere”:
non c’è innocenza nell’indifferenza come non ce n’è nell’ostilità, benché diversamente.

L’innocenza, come l’amore, è l’artificio che viene dopo la fregatura:
questa, malgrado il suo delitto, rende la prima e il secondo interessanti proprio come artefatti, analogamente alla scienza delle costruzioni dopo il terremoto, una scienza che implica la politica.

Il “peccato originale” è la fregatura amorosa:
proseguita nei millenni e sempre attuale:
dunque il peccato “originale” è attuale.

Milano, 20 aprile 2009

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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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