INTERVISTA A GIACOMO CONTRI

Intervista di Anna Maria Guerrieri

 

 

D.: Il primo capitolo del suo libro Leggi si chiude con un’affermazione inquietante: «Il nostro mondo è senza legge». Ciò che la rende inquietante, e drammatica, è anche il fatto che nel nostro mondo vi sono fin troppe leggi, e che si continua a farne…

R.: Quanto meno c’è legge, tanto più si metastatizzano diritti. «Legge» significa qui una soluzione alla questione freudiana di un principio di piacere di cui ognuno e tutti difettiamo. Dico tutti, perché «principio di piacere» non è una faccenda interiore, né privata, individualistica, morale nel senso intimistico, e neppure anzitutto psicologico. Poiché definisco l’inconscio come la competenza soggettiva di ognuno nel cooperare all’istituzione di una tale legge, quando dico che il nostro mondo ha poca legge, dico che nel nostro mondo c’è poco inconscio. «Super-io» è un nome del sostituto imperativo, usurpativo, terroristico, di una legge mancante. Aut inconscio aut Super-io. Non ho peli sulla lingua nel riferire ciò, per esempio, a Ossicini: la pseudolegge omonima – l’ho già definita una fuorilegge – si è prodotta al posto di una miseria della legge, che è la stessa cosa della «miseria nevrotica» di Freud.

D.: La cultura psicoanalitica sembra ignorare il tema della legge, complessivamente, eppure la psicoanalisi si pone come scienza, dunque come un sapere di leggi…

R.: La scienza di Freud è nata come scienza di leggi. Di leggi prepsicologiche con effetti psicologici. Proprio per questo Freud ha dovuto inventare un neologismo, chiamandole «metapsicologiche». Molta cultura psicoanalitica lo ha dimenticato, o rinnegato, immaginandosi l’inconscio come una specie di cic-ciac di confuse azioni e reazioni, come un teratoma dinamico di spintonamenti screanzati tra oscure esigenze coabitanti («non spingere troppo!», sembra di sentire). Questo sciabordare di liquami reciprocamente insolubili, qualcuno ha avuto la spudoratezza di chiamarlo dialettica. Qualcun altro ha involontariamente rivelato il carattere un po’ viscido di queste concezioni, proponendo parole come «simbiosi» o fusione, e simili. Apprezzo H.P. Lovecraft, ma per favore non confusioniamolo con queste cose. Scienza, certo, di leggi: non della natura, non della cultura o società, ma del soggetto, nei loro rapporti con le leggi di natura e cultura. …

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Psicoterapia e scienze umane
n. 4/1989

Franco Angeli
1989, pagg. 84-90.


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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