2° – REGIME DELL’APPUNTAMENTO COME VITA GIURIDICA DELLA VITA PSICHICA

SIMPOSI 2014/2015
DOGMATICA DEL PENSIERO DOPO FREUD
E LA PSICOPATOLOGIA

 

 

È appena arrivato un nuovo libro intitolato Una logica chiamata uomo. Sono soddisfatto che sia uscito; grazie a Gabriella Pediconi. Lo troverete al tavolo.

Per cominciare. Può anche darsi che il momento in cui siamo sia solo un primo momento dell’esistenza di questa Società, d’altronde osservavo con qualcuno nella riunione del consiglio di ieri sera che siamo l’unico luogo al mondo in cui si facciano certi discorsi e può anche essere che il modo in cui la stiamo prendendo sia il modo della resistenza. Può essere. Non me ne faccio un problema, semplicemente si tratta sempre di annotare a che punto si è.

Poco fa, arrivato in ritardo, ho pensato di scusarmi perché è colpa mia: questa mattina ho avuto l’illusione, che credo che tutti ci perdoniamo, del “dormo ancora un minuto” e, come si dice… “ed è subito sera”. In questo caso era solo mezz’ora, ma davvero soggettivamente era un minuto. Sette e mezza e subito otto.

Questo mi dà un’occasione per osservare l’esperienza minima ma rilevantissima per cogliere la sovranità, il sonno. Penso che sia un’espressione giusta l’espressione prendere sonno, proprio prendere. La prima volta che l’ho osservato era su mio figlio quattrenne che molto spesso spariva: fu subito chiaro che quando spariva, bastava cercarlo da qualche parte perché andava a dormire e a volte in corridoio mi veniva incontro con la domanda: ‘Fammi dormire’, giusto giusto come uno chiederebbe del cibo.

La similitudine alimentare di sonno e cibo non regge ovviamente perché nel sonno non c’è la materialità del cibo, eppure ci sta bene questa analogia, ma non è questo il proprio del sonno, del prendere sonno.

Il prendere sonno in tutti – salvo appunto l’insonnia, che vuol dire non sonno – è ciò che accade nel preciso momento in cui uno dice al mondo, a tutto il mondo, sette miliardi: “Adesso fate voi”.

Non è nella forma di un comando, che tanto nessuno starebbe a sentire, ma nel caso è quella del momento che può ripetersi anche più volte nella giornata, senza addormentarsi, del “Fate voi”: non ha nulla a che vedere con la sottrazione; è falso che il sonno sia un ritiro narcisistico, non è vero, è molto realistico. Per quanto riguarda il fare, “Fate voi”: questo è il riposo; sostituiamo alla parola riposo la parola “soddisfazione”. Riconosciamo la soddisfazione anzitutto nel sonno. …

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


Pronunciato il 13 Dicembre 2014
Trascrizione a cura di Sara Giammattei
Revisione di Glauco Maria Genga
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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