ISLAM PER TUTTI

SABATO DOMENICA 22-23 SETTEMBRE 2012
in anno 156 post Freud amicum natum

 

 

Le stupide e criminali uscite occidentali su Maometto (film, vignette) tengono il posto di un’immensa lacuna, segnalando come un’infezione il virus della viltà intellettuale dell’Occidente nel regredire quanto al pensiero, quello stesso di cui la modernità non ha mancato:
infatti la modernità aveva saputo procedere, dignitosamente anche se non sempre, alla critica logica della religione (menziono anche solo Feuerbach e Freud insieme), con tolleranza e rispetto d’un lato e senza abdicazione al pensiero dall’altro:
ma sull’Islam niente:
una volta dicevamo “Non c’è più religione”, ma ora è il caso di dire “Non c’è più pensiero”:
L’Occidente è ab ovo impreparato all’Islam, ha l’elettroencefalogramma piatto:
esso è ignorantemente impreparato a sapere che cosa significa “Islam” – io lo definisco come la religione perfetta –, che è una questione identica per gli islamici perché anche per loro la parola “religione” resta opaca (come già per Agostino quando sistematizzava il cristianesimo come religione).

É stato detto che la religione è l’oppio dei popoli – e infatti le droghe sono una religione –, ma resta oscuro che cosa è l’oppio come droga, tanto che qualcuno ne fa un’apologia di cui la critica non è all’altezza:
per completezza, anche i talk show sono droghe, e infatti dopo qualche minuto l’argomento all’ordine del giorno perde ogni importanza a tutto favore dell’agitare la bocca, ossia tutto si dissolve nel talk come show, puro rituale come una preghiera monotona, religione.

Potrei però capire che qualcuno faccia dell’abdicazione al pensiero la massima forma di saggezza:
replicherei soltanto che ai giorni nostri questa saggezza ha già fatto enormi progressi, resta solo da completare l’opera.

Islam e Occidente sono in fondo in fondo identici:
anche l’islamico assume l’Islam senza pensiero, come un dato primario e inanalizzabile, estraneo al pensiero:
aveva ragione Ahmadinejad a dire che l’Occidente è pronto a convertirsi:
ma anche i cristiani pigolano sempre più piano perché, dicono, gli islamici hanno “tanta fede”, tanto “senso religioso” [1].

Da quell’inezia che io sono a fronte della maggioranza compatta, e altri con me, promuovo la virtù dell’amicizia del pensiero, partendo da quel primo amico del pensiero che è stato Freud.

PS

Posto quanto detto del talk, acquista il massimo interesse logico la domanda sul reale nel talk psicoanalitico, dato che alla maggior parte dei nostri parlare quotidiani non annettiamo alcun reale:

conosco chi direbbe che il reale della chiacchiera è la chiacchiera stessa, come chi dice che la meta del viaggio è il viaggio stesso.

____________

[1] Ho già scritto che la predisposizione occidentale all’Islam è nata in seno al cristianesimo: infatti proprio Sant’Anselmo d’Aosta un millennio fa, nel Proslogion, ha assunto come postulato per ogni argomentazione la proposizione “Dio è il più grande”, ossia il postulato islamico.

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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