“JE LE FOUS…”, O L’ANNO DI GRAZIA 1972

Fu davvero un anno di grazia quello in cui, primavera 1972 a Parigi, vicino al Métro di Denfert-Rochereau, ricevetti una rivelazione celeste:
che la mia analisi mi serviva davvero.

Per la verità certi benefici li avevo già acquisiti, ma questa volta si trattava del “cuore” del beneficio, il pensiero.

Dunque, quell’anno ho frequentato quattro o cinque volte delle salette porno (lontanissimi antefatti dell’attuale porno-internet, di qualità comunque inferiore al porno-fumetto):
in uno di quei filmetti ho assistito al seguente nobile dialogo tra due che si davano da fare:
– Lui: “Je le fous dans ton …”
– Lei: “Non, fourre le dans mon …”

Anni prima, di fronte a tanta nobiltà linguistica non avrei neppure avuto reazioni morali, peggio, mi sarei rifugiato silenziosamente nel mio Aventino psicomorale, alias Superio.

Ma quel giorno, appena uscito dalla saletta, eureka!:
l’analisi mi serviva a dare una mossa al mio pensiero.

Nel caso particolare, e solo particolare, mi serviva a pensare-sapere un impensato, ossia che quel sofisticatissimo dialogo non era tanto benché ovviamente una rozza volgarità, o un’immoralità tollerata come lo sono sempre state le volgarità del “popolo”:
bensì un ansiolitico verbale anziché chimico, cui i dialoganti erotici domandavano aiuto per “farcela”.

All’epoca il Viagra non c’era, ma suppongo che avrei potuto pensare alla sua funzione placebica (vedi anche Viagra femminile).

Anni dopo ho esteso lo stesso pensiero all’amore o meglio sesso di gruppo (“ammucchiata” cioè ammassata):
anche in questo caso si tratta di domanda di ansiolitico, in cui l’aiuto è però chiesto al gruppo(-massa), senza partner.

I due casi sono sociologia spicciola e notoria.

Ma tra i due casi c’è una differenza:
nel primo l’ansiolitico è ancora individuale, ossia si tratta di un appello politeistico agli Dei della potentia nonché libido coeundi:
non ho detto “libidine”, nel sano non c’è “libidine” neppure nell’entusiasmo erotico più versatile;
nel secondo c’è passaggio al Monoteismo della “sessualità” una in tutti, di cui restiamo tutti credenti dogmatici, come in generale degli “istinti”, alla cui Chiesa universale, praticamente mistica, tutti tendiamo ecumenicamente.

Milano, 26 febbraio 2009

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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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