LA BELLEZZA DELL’ASINO

Questa espressione occupa la piazza a titolo di zizzania del linguaggio, proprio come “Fatti non parole!” (lunedì 16 novembre, vedi anche “Fattismo e disfattismo” di martedì 3 novembre), e anche come “Giovinezza” (vedi giovedì e venerdì 8-9 ottobre).

Va spiegato quell’incomprensibile “asino” nel suo insensato rapporto con la bellezza:
ora devo trascurare il già commentato “Asino d’oro” di Apuleio, inoltre la suddetta espressione non ha una fonte colta:
infatti la dobbiamo ai Savoia Re d’Italia e alla successiva contaminazione piemontese dell’italiano attraverso due passaggi, dal francese al piemontese e da questo all’italiano:
il francese “la beauté de lage” piemontesizzato in “la blssa dlasu” è poi passato all’italiano.

Ma a essere giusti bisogna riconoscere al piemontese “asu” un’involontaria esegesi corretta dell’invidia già tutta condensata nella frase francese, con la sua riduzione della bellezza femminile all’età naturale della ragazza, nonché all’animalità della venustà di questa.

Non mi è sfuggito un dettaglio:
nessuna delle persone da me intervistate in proposito si era mai interrogata sulla bizzarria dell’asininità della bellezza:
una noncuranza che denota una precostituita adesione intellettuale, ossia un processo ideo-linguistico già consumato individualmente, poi consegnato all’oblio.

Invito a individuare la decapitazione ideolinguistica implicata, accompagnata da dimezzamento della ragazza, e prima ancora della bambina, a livello ombelicale (“Quell’angelo di mia figlia!”)

Non dovrebbe sfuggire l’implicito elogio della frigidità della natura.

Quando dico che siamo Teorie ambulanti non ho torto:
bellezza-natura-animalità-istinto-desiderio,
serie poi sdoppiata in desideri “superiori” o spirituali.

I “pia desideria” di P. J. Spener (prima edizione con questo titolo del 1678) hanno ispirato ben più che quel “Pietismo” di cui tale libretto è stato il Manifesto:
in cui l’espressione “bellezza dell’asino” avrebbe potuto benissimo figurare, e anche in I. Kant (ma quale morale non ha la “bellezza dell’asino”?)

Tutta questa produzione d’angoscia ha poi dei seguiti:
per esempio la mistica del “Volto”, il Burqa celeste ma forse anche quello terreno, … , come anche la più volgare psicologia spicciola nei suoi appelli al “concreto”:
di cui la frigida violenza carnale, che violenta la bellezza dell’asino, è solo cronaca:
è la piazza ad essere abitata dalla violenza carnale, non il vicolo buio in cui la piazza svicola.

Milano, 18 novembre 2009

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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