LA BUONA BATTAGLIA

Corso 1999/2000
RICCHEZZA E POVERTÀ. IL LEGAME SOCIALE E IL SUO DISSESTO

 

 

Questa lettera potrebbe essere nella sua condensazione già il tutto della giornata, della mattinata di oggi.

In fin dei conti non sarebbe così sbagliato, stante che io medesimo mi trovo tentato a dire di tutto, a parlare di tutto. Ho cercato di ritagliare un filo, di individuare un filo rosso nei miei pacchi di appunti degli ultimi mesi. Comunque è questo il mio modo di lavorare: accumulo appunti e poi li rileggo e ne cerco il filo. L’ho detto non per raccontare il mio personale modo di funzionare, bensì solo perché la pace, in tutti i sensi e livelli, è data, potrei dire posta, posta in essere — non c’è essere che quanto posto in essere. Non voglio più sentir dire «L’essere!» — allorché chi parla agisce, opera, porta frutti di lavoro. È il lavoro sull’oggetto. Non sto a ridisegnare le nostre frecce. E quella pace è il risultato dell’operare così, perché a un frutto di lavoro non può esistere obiezione. Ob vuol dire «contro», la non pace.

Si tratta di quel motivo, come si dice motivo musicale, di quel tema di pace che rintraccio anche pensando anche al nostro amico Malagola — e mi collego a ciò che ne ha già detto Pietro R. Cavalleri l’altro giorno, l’altro sabato mattina qui, oltretutto recuperando una frase che in automobile Pietro stesso disse rammentando una celebre frase: «Ho combattuto la buona battaglia» — Franco Malagola per tanti anni ha combattuto la buona battaglia, cui ora darò un nome.

Vale per lui ciò che vale per ognuno di noi. Meglio rintracciare la tensione che descriverò immediatamente.

Valeva per Franco come per ognuno di noi una certa tensione, di cui non ci sbarazzeremo integralmente mai, fra, mentre si combatte la battaglia specialmente se buona, fra la voglia di concludere e la tendenza a chiudere. Non dico e non fatemi dire di più.

Descrivo così la buona battaglia. Il pensiero di natura, espressione che non è che una rielaborazione dell’espressione principio di piacere, è — e riconoscerete espressioni molto note — la pietra che è stata scartata dai costruttori. Il nostro lavoro è buona battaglia se è fare sì che diventi la pietra su cui poggia l’edificio, la pietra d’angolo dicevano un tempo. …

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Pronunciato il 1 luglio 2000
Trascrizione a cura di Gilda Di Mitri
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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