LA COMPAGNIA DEL PIACERE

All’inizio di un lungo soggiorno in Francia, anni fa, ero sorpreso da un qualcosa di cui solo lentamente ho afferrato il senso: era come se in quella lingua mancasse qualcosa di consueto nella mia. Le mancava la bestemmia: ridotta com’era a dei poveri sacrédieu, nomdedieu, quando non all’idiota parbleu, e simili piccoloborgheserie. Niente della bestemmia rotonda, a volte grassa nel senso suino, a volte canina, oppure peripatetica, quando non criminale, tradizionalmente rivolta alle sacre persone.

Mi sono spiegato il fenomeno – non mi dilungo sull’analisi storica – come un caso di successo del calvinismo: per esempio, uccidendo il culto popolare della Madonna, gli Ugonotti hanno abolito la bestemmia sulla Madonna. La bestemmia infatti, del cui reato certo non faccio apologia, è solo un fenomeno deviato di familiarità popolare delle persone sacre. Ma ormai va così anche da noi. Alla decadenza della bestemmia teologale è corrisposta l’ascesa della bestemmia antropologica: contro l’uomo, uomo e donna. Ma non di tipo tradizionale, con meccanica trasposizione, come uomo cane, porco uomo, uomo boia e simili. Si tratta di bestemmie sorde, non effimere o episodiche ma stabili, strutturate e strutturanti, programmatiche e organizzative di una “nuova” umanità. La forma più generale che ne ho individuato è quella che ho proposto nella Scuola in cui insegno chiamandola “Docetismo psicologico”, con il che designo e giudico la gran parte della Psicologia “scientifica” da un secolo in qua. In essa l’uomo – il corpo dell’uomo – è irrilevante apparenza, carcassa materiale e organica, che fa da puro supporto delle operazioni che si compiono su e con esso. Classifico in questa nuova classe di bestemmie l’insieme odierno della ricerca sui “modelli della mente”, quei bravi models of the mind con i loro algoritmi. È il medesimo errore teologico di un tempo fatto funzionare diversamente: ciò di cui il docetismo teologale era intollerante, non era che Gesù avesse materia e organismo, bensì che avesse corpo: “corpo” significa già umano, materia già formata aldilà dell’organismo (bambino docet). Stiliamo una prima lista di termini vistosamente già investiti dalla nuova bestemmia, e consideriamola soltanto come l’inizio di un’Enciclopedia della bestemmia moderna, e oggi, in era informatica, in via di modellizzazione. Troveremo subito una serie di parole così malamente investite: desiderio, piacere, domanda, soddisfazione, felicità, e poi anche verità, libertà, fede (che la si abbia o no), fino a amici e compagnia. In particolare la parola “piacere”, in rispetto della quale lancerei un nuovo comandamento: «Non nominare il nome “piacere” invano». Su queste pagine si è appena parlato di Epicuro: mi … piacerebbe tornarci anch’ io, forse in un’altra occasione.   …

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Litterae Communionis
Tracce
Gennaio 1994


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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