LA FINEZZA BIMILLENARIA DI MAX ERNST, O DELLA SOVRANITÀ

Ora basta con la pedofilia, riassumo soltanto le puntate precedenti:
la pedofilia è principialmente materna e pedagogica;
è un caso di caduta come in “cadere in amore, fall in love, tomber amoureux” come si dice cadere sul campo, innamoramento;
infine, invito a scoprire lo sguardo della “Madonna” di Max Ernst (“Dulcis in fundo”, martedì 13 aprile), orrore del mal-occhio [1].

Il pedofilo, in particolare se prete, si sdoppia schizo-frenicamente sia in quella “Madonna” sia in quel bambino.

Ora vengo alla forma o meglio de-forma generale di cui la pedofilia è solo un caso speciale:
una (de-)forma il cui peccato ha un’estensione tale che nessuno potrà più scagliare la prima pietra.

Si guardi “La Vierge” di Max Ernst a destra in basso, per osservare la sua finezza bimillenaria:
la corona del Bambino è fatta cadere in basso, e da questo momento il bambino cade, fallsin love come in palude.

Nella bestemmia anti-bestemmia di Max Ernst il sovrano, quello cui si rendeva omaggio fin da neonato con oro incenso e mirra, è stato detronizzato e reso decaduto fino allo s-culacciamento (non sculacciamento sadico, ma sadico perché s-culacciamento):
crocifissione anticipata e raddoppiata perché privata della dignità del giudizio anche quando iniquo.

È caduta la titolarità principiale, quella che Freud costituzionalista ha chiamato Principio di piacere.

Sono anni che definisco la sovranità come titolarità del pensiero, il-limitato dalla censura:
l’obiezione principale, a volte brutale e offensiva, che mi è stata fatta negli anni, ha riguardato sempre ciò che dico della sovranità come individuale titolarità illimitata e insindacabile del pensiero (non come comando).

Il marxismo del passato mostrava buon senso mantenendo l’aggettivo di Marx “piccoloborghese”, come un nome storico del pensiero censurato (omissione e sistematizzazione dell’omissione), ma i post-comunisti non hanno tenuto proprio sul buon senso.

La più diffusa forma linguistica della (de-)forma in cui cade il bambino, è l’espressione mondiale “mamma-bambino”, che ne è la formula da psicologia di massa, antropofila post-pedofila:
continua da grandi quello che accade ai “piccini”, non credevate forse che fosse finita lì?

Sono un militante del Movimento di Liberazione delle Donne  da “La Madre”, che contestualmente libera insieme alle donne anche gli uomini, e le madri, e i figli e, perché no?, anche la Madonna.

“Oro incenso e mirra” è il titolo del libro in preparazione sul bambino, dopo “Child”.
_____________

[1] Nell’articolo menzionato ho introdotto il verbo “sculacciare”, ora suggerisco di farci caso per coglierne composizione e sconcezza. Inoltre, di associarlo ad  altri due verbi che piacciono tanto a certi spiritosi, “stropicciare” e “sciupare”, e a un terzo che ho recentemente  messo in luce (“La ripassata”, 16 febbraio), il verbo “ripassare”, sempre per i suddetti spiritosi. La lingua non ha le mani pulite.

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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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