LA FORMAZIONE DELLO PSICOANALISTA (VI). Società nell’amicizia del pensiero

L’umanità soffre per l’inimicizia al pensiero:
individuale perché non ce n’è alcun altro, quello da cui procede ogni moto, anche quello del servo, che non è mai tanto servo da essere solo servo:

Freud ha individuato l’iniquità di questa sofferenza nella sistematizzazione di un’omissione coatta, come fatto di cultura così come di psicopatologia (nevrosi, psicosi, perversione).

La terapia di questa (“psicoanalisi”) è un’applicazione di un Ordine nuovo rispetto al vecchio del Sistema.

Ho già distinto tra pensiero comune, amico, Ordine, e pensiero unico, imposizione sistematica e patogena.

Il minimo che ci si possa attendere da uno che si è formato da psicoanalista come caso particolare, è che aspiri a fare Società con altri come lui:
non una Società psicoanalitica cioè del caso particolare.

L’ho chiamata “Società Amici del Pensiero”.

mercoledì 21 maggio 2014

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Data di pubblicazione: 05/06/2016