LA QUESTIONE DELLA FINE DELL’ANALISI, O DELLA FINE DEL MONDO

La sento ritornare ogni momento sul mio divano:
ma anche persone digiune di psicoanalisi vi hanno annusato una questione per tutti, servita su un piatto sperimentale particolare, il divano.

É la medesima questione della fine del “mondo” del Prologo giovanneo, il mondo di coloro che “eum (il pensiero) non receperunt”, il mondo dell’obiezione di principio (ostilità, indifferenza) alla messa in moto (“eccitamento”) da elaborare come pensiero per e perché ci sia una meta.

Mi ci rimetto al lavoro rimettendoci altri, chi mi ascolterà.

I. si tratta del passaggio all’analisi che non avrà termine (unendliche), inesauribilmente, come condizione affinché termini prima o poi l’uso del suddetto piatto sperimentale:
diversamente dalle guarigioni mediche, in questo passaggio un soggetto si curerà della propria su scenario universale (e perché no?, anche facendo l’analista), rinunciando all’idea della privatezza della patologia come panni sporchi, interiorità rivoltante anche quando perversamente esaltante.

II. in che consiste il passaggio all’analisi interminabile, inesauribile, semper condenda?:
1. in negativo, si tratta della fine dell’uomo vecchio di cui ho tanto parlato nell’ultimo anno, l’uomo delle Teorie:
1° la Teoria dell’istinto o dell’uomo-animale, 2° la Teoria dell’amore come innamoramento, 3° la Teoria religiosa, 4° la Teoria ontologica.

Il composto di queste quattro Teorie si coniuga sempre anche  come psicopatologie.

Aggiungo, come non raramente faccio, che per un momento è sembrato che di sbrigarsela con l’uomo vecchio si sarebbe curato il cristianesimo:
questo invece si è affrettato a riassettarsi anzi resettarsi (reset) nell’uomo vecchio con la conseguenza che, non risultando contenibile nelle botti vecchie delle Teorie, ne è risultato un carrozzone:
ma è perché carrozzone, ossia compromesso non senza momenti di comicità, che non ne sono disceso.

2. in positivo, si tratta dell’inaugurazione del regime giuridico dell’appuntamento ossia dell’uomo nuovo.

lunedì 26 marzo 2012

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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