LA SANITÀ DELL’INCONSCIO. SULLA VIRTÙ DEL SAPERSI DIFENDERE CON EFFICACIA

Giancarlo Gramaglia

Ho il piacere di introdurre i lavori con una breve nota.
Il pensiero e lo sviluppo del lavoro di Giacomo Contri sono stati per noi quest’anno il riferimento unico, importante, attorno al quale abbiamo elaborato tutte le nostre attività, nei termini della vocazione che lui va insegnando.
Lo scorso anno al Laboratorio abbiamo incontrato Il Lavoro Psicoanalitico su “La questione laica“, dove la domanda che premeva era: si può sperare di operare in una comunità psicoanalitica competente? Competente nelle leggi che quest’anno abbiamo cercato di esplicare. Sarebbe – credo – anche buona cosa interrogarsi sul marasma della psicologia, e sono grato a Contri ed allo Studium Cartello (Scuola Pratica di Psicologia, Il Lavoro Psicoanalitico, Enciclopedia), perché in Italia convenga occuparsi di psicologia e di psicoanalisi.
Convenire è un venire da più parti per la medesima ragione, e mi auguro che, ascoltando Contri sulla sanità dell’inconscio, possiate convenirne anche voi. Grazie a Contri per essere qui, e buon ascolto.

Giacomo Contri

Grazie per la precisione e per la brevità.

Sono venuto qui molto volentieri: grazie a chi mi ha invitato ed a voi, almeno suppongo in anticipo, pensando al lavoro che faremo. Questo potrebbe consistere in una introduzione non tanto lunga da parte mia, alcuni punti per fissare le idee e il seguito – lo vedremo e lo vedrete voi – potrebbe venire con dei quesiti. Non mi riferisco ai quesiti che si fanno nelle sale pubbliche o nelle conferenze, ma a quesiti che riguardano o temi già diventati interessanti per voi, oppure suscitati da me.
Devo dire che non vi conosco, non so che esperienza sia la vostra, su quale terreno, su quale fondo già lavoriate, se avete a che fare con la psicologia, la psichiatria, la psicoanalisi, o con qualsiasi altra cosa.
Ad ogni modo, dall’aver detto ciò, prendo subito questo spunto. So e sappiamo per esperienza sufficiente, più che sufficiente, fino alla nausea, che sugli argomenti, di cui a suo tempo iniziarono a parlare gli psicoanalisti, Freud per primo ed ultimo (una delle mie idee è che Freud resta il primo ed ultimo), non c’è stato veramente quello che nella psicoanalisi si chiama un progresso, come nelle scienze si può parlare di un progresso della fisica. Questa è una delle cose con cui sono d’accordo con Lacan. …

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Ospedale Psichiatrico di Collegno (TO)
11 giugno 1993
su invito del Laboratorio di Formazione e di Lettura Psicoanalitica
Negli archivi del LFLP la conferenza ha per titolo-tema “La sanità dell’inconscio”.
Il sottotitolo è del Redattore.
Il testo, a cura di Giancarlo Gramaglia, non è stato rivisto dall’Autore.


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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