LA SOCIETÀ HA BISOGNO DEI SOCI

La parola “opportunità” ricorre in modo particolare, oltre che nel nostro lessico comune si dice avere, procurare, delle opportunità , anche in pensatori, teorici dell’economia, del diritto e della morale, come tra altri John Rawls negli anni settanta e oltre.

Rammento un’altra parola degli economisti, “minimax” : significa operare in generale secondo il fine di minimizzare le proprie perdite, i propri svantaggi, e massimizzare i propri profitti, i propri benefici: dichiaro senza esitare che vorrei che per nessuno la carità coincidesse con una pratica mini massimalista. Oltretutto penso che nella condotta minimax si riesca soltanto a raggiungere il minimo.

Il verbo “amare” ha sempre indotto tutti al più grande degli equivoci. Un equivoco specialmente presente, a volte distruttiva mente presente, anche nella psicopatologia e nella psicologia. Noi possiamo, nella nostra condotta, trattare il verbo amare come un verbo immediatamente transitivo: io ti amo, io genitore amo i miei figli. Ma gli errori che conseguono a questa autentica credenza sono ingenti. Se è proprio sincero il movimento ad amare qualcuno, in particolare i figli, specialmente quando sono piccoli, allora dobbiamo avere la modestia di cogliere che l’atto dell’amore non è immediato: è mediato. Se io amo i miei figli, io onoro i miei figli. L’onorare é la mediazione dell’amare i miei figli. Allora li onorerò. Il verbo onorare comporta tutti i significati e le azioni del rispetto, della cura nel senso non anzitutto medico di questa parola: è quel curare che è più vicino all’espressione “curare i fiori”, o “curare il proprio aspetto”. È cultura: coltivazione, cura. Onorare i figli è riconoscerne effettivamente le esistenze, il pensiero, l’esistenza.

Allora, mi sono chiesto se anche per la carità, così come essa può ricorrere in particolare in opere che si autodesignano come “carità”, in latino Charitas , se non si tratti di qualche cosa di analogo o di identico: così come per amare i miei figli, sarà in tal caso che io avrò una qualche ragionevole certezza che i miei atti saranno atti dell’amore e non delle mistificazioni che si avvalgono pretestuosamente del lessico italiano, così mi sono chiesto se per la Caritas, in tutti i sensi intesa, non si tratti di qualche cosa di simile, cioè di individuare che si tratta di una mediatezza, così come per l’amore la mediatezza dell’onore.  …

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Convegno del 50esimo di Caritas Ticino
Lugano
21 novembre 1992


 

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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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