LA TRANSUSTANZIAZIONE FREUDIANA

SABATO DOMENICA
21-22 luglio 2007 in anno 151 post Freud natum

 

 

Lettura di:

S. Freud
Studi sull’isteria, e molto altro
OSF 1,  e passim

 

Freud ha proposto, posto sotto gli occhi, la conversione, ma quella del corpo, nel sintomo di conversione isterica (paralisi, anestesia, iperestesia, contrattura), ossia la scoperta che il corpo può esistere in un altro stato, e propriamente umano, rispetto agli stati ammessi dal mondo della causalità naturale:
isteria significa, con una difficile parola del passato, transustanziazione, un altro corpo rispetto al corpo conosciuto dalle scienze.

Il seguito della nostra ricerca ha poi trovato che la conversione del corpo prima che isterica-patologica è normale-normativa:
il corpo umano esiste come transustanziato ad opera della forma del pensiero che ne fa la legge.

Ciò  significa dare torto a Dante in “O animal grazioso e benigno”:
l’uomo è da subito transustanziato rispetto all’animale.

Non mi  immischio con teologia né fede, né compio abuso né irriverenza, in questo momento in cui mi accingo a trattare come puro concetto un termine introdotto dalla teologia cattolica, quello di “transustanziazione”.

Questa idea mi è stata suggerita recentemente dal Prof. Roberto Righi di Firenze, Docente di Filosofia del Diritto, dopo la lettura del mio “Il pensiero di natura” come il pensiero che appunto “transustanzia” il corpo medico-biologico.

Sostengo che, via Freud, scopriamo il corpo umano come transustanziato in corpus nobile rispetto al corpus vile della medicina (l’espressione “in corpore vili” nasceva per designare quei cadaveri di gente di poco conto che gli anatomisti d’altri tempi usavano per i loro studi anatomici).

C. E. Gadda è stato forse lo scrittore più sensibile fra tutti alla miseria del corpo vile in quanto quello della causalità naturale, o della “creaturalità”, e ancora oggi mi meraviglia di avere saputo dare, trent’anni fa, un titolo gaddiano al mio primo scritto sul Diritto, “La tolleranza del dolore”, 1977, anche con una citazione gaddiana tolta da “La cognizione del dolore”:
“Inturpito da una cagione malvagia operante nella assurdità della notte, e complice la fiducia o la bontà stessa […] Questa catena di cause riconduceva il sistema dolce e alto della vita all’orrore dei sistemi subordinati, natura, sangue, materia: solitudine di visceri e di volti senza pensiero. Abbandono […] L’ausilio dell’arte medica […] dissimulò in parte l’orrore”.

Gli ha risposto Freud, noto a C. E. Gadda, con il corpus nobile perfino nella patologia isterica.

Do un rapido riassunto della dottrina cattolica ufficialmente affermata nel Concilio lateranense IV (1215):
essa sostiene che la materia farinacea dell’ostia consacrata è “transustanziata” nel corpo di Cristo (idem per vino-sangue). La spiegazione razionale era affidata alla teoria aristotelico-tomistica (“ilemorfismo”), secondo la quale la materia è determinata dal suo principio formale o forma sostanziale o principio costitutivo. Nel caso dell’ostia questa unione inscindibile tra materia e forma si realizza miracolosamente. In tempi recenti è stata anche usata la parola “conversione”, quella della sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo (idem per vino-sangue).

Il Protestantesimo ha variamente dissentito, ma ora tutto ciò non ci interessa se non per ritrovare un precedente della transustanziazione freudiana, che merita di venire chiamata con lo stesso nome ma senza ricorso miracolistico né fideistico.

Non ricomincio a illustrare da capo il lavoro di anni:
il pensiero (detto “di natura”) fa da legislatore della legge di moto dei corpi umani altrimenti senza legge (ecco l’“orrore” gaddiano con la “solitudine” e l’“abbandono” del corpo).

Neppure mi ripeto sul pensiero che ordina (Writ) “habeas corpus” alle pure leggi naturali che ne sono prigione facendone un corpus vile, non nobile ossia umano.

Mi sto così confrontando con l’intera storia della Filosofia, dicendo che con ciò il pensiero dell’ente (ontologia) passa tutto sotto il pensiero come pensiero dell’atto, ossia come pensiero giuridico, che rispetta l’ente per il semplice fatto di non sindacarlo [1].

Il corpus diventa nobile, anche nella patologia isterica, ope legis e non ope naturae.

I medici hanno un bel dire che vorrebbero trattare i malati come persone e non come animali:
il medico non riuscirà mai a trascendere il veterinario, per quanto sia rispettoso dei diritti umani, della deontologia, della privacy.

É stato Freud il medico con facoltà di trattare il malato come persona nel suo corpo come  corpus nobile ossia già istituzione, cioè “persona” senza più distinzione tra persona fisica e persona giuridica.

Resta sbalorditiva la resistenza della storia dell’umanità al riconoscimento del corpus nobile o, più semplicemente, umano, o transustanziato, ossia la tenacia (propriamente patologica) nel trattenere questo corpo nella prigione della maledizione della Teoria platonica di esso:
è a questa Teoria che è indirizzato il writ o ordine di habeas corpus da parte del pensiero, anche se questo è privo di potere coercitivo.

Platone impone il corpus vile contro il corpus nobile, con la copertura dell’“anima” come censura del pensiero.

Noi cristiani abbiamo sì saputo pensare in qualche modo la transustanziazione (in modo miracoloso), ma siamo stati incapaci di pensare la transustanziazione umana, pensiero che dobbiamo a Freud.

Penso che questo sia il principale sospeso anzi inadempienza della storia del cristianesimo, e a quello che vedo non ho alcuna speranza (intendo che non ho speranza naturale cioè illusione: già da bambino apprendevo che semmai la speranza è teologale, o non è: ma ora smetto altrimenti mi danno del… cattolico).

Pazienza, vorrà dire che utilizzeremo il Purgatorio ossia i tempi supplementari (se poi dovessi concepire un Paradiso, non sarebbe certo quello dantesco, bensì quello di una tale adempienza, ossia la caduta della patologia).

Storicamente il cristianesimo, visto in controluce, altro non è che questa inadempienza, che è la medesima di tutte le confessioni cristiane e di tutte le religioni o illusioni senza futuro:
l’ecumenismo esiste solo in negativo, e non direi mai “Mal comune mezzo gaudio”, perché l’intolleranza è del mal comune, o della pietra scartata in comune.

La massima evidenza della transustanziazione si ha nei sessi umani:
in natura non esiste nulla di simile (negli animali essi si riducono a eiaculazioni precoci o “sveltine” frigide da ambo i lati, peraltro raramente), ossia nulla di tanto trascendente la funzione, anche nell’esercizio della funzione.

Il pessimo stato in cui versa l’umanità si documenta, oltre al resto, nella quasi incapacità di parlarne con rispetto, e senza angoscia o conflitto.
(ringrazio Raffaella Colombo per la rilettura e correzione del “manoscritto”).

____________

[1]  possiamo anche dire “predicarlo”: la logica del predicato non è sempre rispettosa dell’ente, non attende il suo atto cioè la sua presentazione, ma lo censura in anticipo quando si tratta di atto, ed è questa la censura.
Se Dio esistesse, capirei se mandasse il Diluvio, tanto più quanto più assoluti gli attributi predicati a suo riguardo: è questo che significa “blasfemo”.

Milano, 21-22 luglio 2007

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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