LA ZIZZANIA DEL CIELO

SABATO DOMENICA
28 febbraio-1 marzo 2009 in anno 152 post Freud natum

 

 

Lettura di:

S. Freud
Una nevrosi demoniaca nel secolo decimosettimo
OSF 9

Una seduta di poco fa mi consente di abbreviare l’articolo già preparato:
in essa mi è stata rammentata una celebre frase, “Omnis creatura bona” (Tommaso d’Aquino).

L’Aquinate se la faceva facile, infatti non avrebbe mai potuto dire “Omnis foemina bona”, a parte il significato gergale di “bona”;
né “omnis homo bonus”, tenuto conto di che razza di bastardi sono gli uomini (uomini e donne, ma diversamente).

L’iniquità contiene però una buona notizia, benché una sola:
l’uomo non è creazione, non è factus, bensì genitus, generato, e non ricomincio a segnalare che trovo questa distinzione concettuale, non fideistica, già nel “Credo” di Nicea (325 ):
il creato non è imputabile, lo è il generato, ecco la buona notizia.

In quanto distinzione concettuale, l’ho ritrovata (senza necessità logica di risalire a Nicea) in Freud:
genitus non factus è l’uomo, uomo e donna, in quanto la sua Costituzione, non  natura, è quella di “pulsione”-più-“Edipo”, legge di moto del figlio:
riassunto del “Pensiero di natura” alla velocità della luce.

Questa Costituzione (come si dice Costituzione italiana) è bona, ma viene guastata presto (“trauma”) pur rimanendo almeno come termine di paragone, pensiero di cui essere Amici:
ne ha pochi, e di essi coltivo la Società:
Società non Gruppo.

A proposito del guasto faccio mia la distinzione tra grano e zizzania.

Una delle conseguenze della zizzania è che il pensiero, il nostro unico fatto personale-distintivo
– “persona” significa o questo o  una mascherata -,
nonché già civile-giuridico, viene trattato secolarmente come un extracomunitario, senza “accoglienza”, come un Rom sempre sospetto di stuprare le vergini, o un selvaggio da tenere nelle riserve.

Ricordo, o informo per chi non lo sappia, che con Freud la cura non consiste nello strappare la zizzania:
ho pronto un articolo sulla distinzione tra guarigione medica (che strappa la zizzania biologica) e psicoanalitica (che trova il suo antecedente in “A cosa serve la psicoanalisi”, mercoledì 25 febbraio).

La zizzania, si sa, ha il “diavolo” come mandante:
buona occasione per guarire dall’ingenuità, sapendo che anche il “diavolo” sta in “cielo”, benché in modo difforme da “Dio” (niente Manicheismo):
il “Superio” discende dal cielo dell’Ideale, versus pensiero:
ma, ancora la buona notizia, senza autonomia da esso dato che la zizzania lo parassita, ossia non ha vita propria.

Venti secoli di convivenza disconosciuta con la zizzania non sono pochi.

Prima o poi commenterò di Freud “Una nevrosi demoniaca nel secolo decimosettimo” (1923).

Milano, 28 febbraio-1 marzo 2009

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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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