MA IO DICO: BENEDETTO SIA IL PROFITTO

Intervista a Giacomo B. Contri di Luca Ribolini

 

La grande sconfitta delle settimane nere e del crollo dell’economia è il panico. Perché paralizza il pensiero e quindi la capacità degli uomini di agire e quindi di produrre. La via di uscita è una sola: uscire dalla logica costi-benefici, uscire sempre alla scoperto. In Italia chi l’ha capito meglio degli altri sono gli immigrati.

Giacomo B. Contri è psicoanalista e non economista. Ma è difficile sentirgli in bocca un ragionamento, di qualsiasi cosa si parli, psiche umana compresa, che non abbia un fondamento economico. Navigando tra le voci del suo frequentatissimo blog (una voce al giorno, una sorta di breviario contemporaneo…) troverete sempre nessi con l’attualità e lessico che si regge su metafore di stampo economico. Profitto, paga, investimento, soldi-talenti, guadagno, sono chiavi decisive per portare allo scoperto le dinamiche più vere e più sane delle persone. È anche per questo che Giacomo Contri ha seguito con apprensione l’ottobre nero della finanza mondiale. E la sua apprensione era legata soprattutto a un punto: che nella bufera e nella paura venisse gettato al vento un principio per lui di valore impagabile come quello del “profitto”. Una sorta di demonizzazione che ci farebbe davvero tutti più poveri, e non solo di soldi…

VITA: Fa specie che oggi tocchi a uno psicoanalista difendere il capitalismo. Come se lo spiega?

GIACOMO B. CONTRI: In una recente, e citata dai giornali, disputa tra Tremonti e D’Alema, il secondo definiva il primo un vero marxista. D’Alema ha in quell’occasione ricordato che per Marx il capitale finanziario non produce ricchezza. È per questo che ciò che fa il capitalista collegando capitale e lavoro – con o senza lo sfruttamento della solita classe – è notevole: opera per produrre ricchezza. Per questo quasi tutto il mio pensiero è concentrato sul concetto di lavoro. Intendo il lavoro in ogni suo aspetto: do, infatti, al lavoro di pensiero un’importanza non minore a quella che attribuisco al lavoro produttivo. Il pensiero ha un potere enorme. E il capitalista, anche solo col pensiero, non si ferma mai. Non mi si dica che sono per il capitalismo feroce, capace di togliere il pane di bocca ai bambini, ma il capitalista pensa e si adopera sempre per gli affari. E lo fa volentieri. Gli piace così.  …

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VITA Magazine
Rubrica FACCIA a FACCIA
24 ottobre 2008



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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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