MAOMETTO E GESÙ

SABATO DOMENICA 15-16 SETTEMBRE 2012
in anno 156 post Freud amicum natum

 

 

Abbiamo visto le conseguenze in Libia e altrove, poco importa se pretestuose, di uno stupido film su Maometto fatto da un regista americano criminale in stupidità:
il teatro storico non è però quello della blasfemìa, che non sarebbe diversa se si dileggiasse Mosè, Gesù o la Madonna a proposito della sua moralità (ma anche la versione perversa della sua verginità è blasfema, ed ha un rapporto con la pedofilia che adora la verginità come virtù in sè).

Il teatro storico è quello nel quale ho già dato ragione a Maometto su Agostino:
quest’ultimo ha avuto il grave torto del primo e in fondo unico errore del cristianesimo, quello di sistematizzarlo come religione, e in subordine come quella vera (De vera religione):
così che quando due secoli dopo Maometto ha obiettato che quella vera, pura (già Kant), era la sua cioè l’Islam, ha avuto semplicemente ragione:
un cristiano potrebbe solo rispondergli come faccio io, di tenersi pure la religione, ma anche di stare lontano dalla penosa favoletta dei tre anelli.

Il cristianesimo potrebbe essere solo lo sviluppo del pensiero di un individuo pensante in proprio, Gesù, un laico cioè un moderno.

Io cristiano lascio all’Islam addirittura il monopolio della religione, e continuo a fare l’agricoltore del campo del pensiero.

L’ecumenismo ristretto alla religione non ha mai avuto un raccolto (salvo il sangue), inoltre tradisce il suo nome che significa terra abitata:
gli incontri ecumenici dovrebbero parlare di economia e diritto cioè dell’abitare.

Quanto a me personalmente, io non sono a-teo perché conservo la parola “Dio”:
ma non perché designi un Ente dato per sommo – e “mono”come nella religione egiziana di Akhenaton –, bensì perché è solo un nome rapido e fungibile per designare, magari miscredentemente, la Trinità (lo dice il Credo di Nicea, 325) almeno nel suo concetto, tanto rilevante quanto negletto (significa almeno che l’amore non è a due ma comincia da tre, non su modello familiare).

Gesù non è omologo a Maometto, un profeta come lui:
l’uno è un religioso, l’altro un pensatore non religioso:
solo nel pensiero si potrebbero incontrare (ci conto poco), e non nel pensiero dei greci.

Nel passaggio da Gesù a Maometto non c’è cambiamento di religione bensì di categoria del pensiero (perché anche la religione è pensiero, che però non ama il pensiero).

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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