MERCEDES E MADONNA, CON INTERVISTA

Come si dice, fatto trenta faccio trentuno.

Il sognatore  della Mercedes (“La Mercedes”, giovedì 4 febbraio), parlando del medesimo sogno ha compiuto il lapsus del sostituire “donna” con “Madonna”:
la sostituzione era resa logicamente possibile dall’equazione:
Mercedes-donna sessoesente con Edmond  =  Madonna-donna sessoesente con un altro Edmond.

Per venire a capo del lapsus non occorre intervenire sul dogma cattolico:
occorre solo sapere che tutti, indipendentemente dalla propria confessione, dall’averne una, gli stessi libertini [1], sono egualmente sovrastati dal duplice dogma dell’impenetrabilità della madre e del tabù della verginità:
il dogma dell’“Immacolata” si è trovato posto al servizio (sorvolo sulle imputabilità) di questo preesistente duplice dogma (psico)logico dell’umanità, per poi incrementarlo:
dunque non mi accingo a dire la mia su come riordinare la materia “Madonna”, pur non essendomi esentato dal farmene un’idea.

É facile semplicemente osservare che per una dotata dell’essere “concepita senza peccato originale”
– dunque “pura” sì ma da questo, vergine sì ma in relazione a questo, non macchiata sì ma da questo -,
lo stesso atto sessuale sarebbe risultato immacolato come ogni altro (alimentare, verbale, variamente motorio e sensoriale):
infatti il peccato originale, comunque lo si pensi, non è sessuale se non per una fantasia comico-pornografica (né è alimentare eccetera):
la penetrazione sessuale del suo corpo è perfettamente pensabile (senza quel duplice dogma psicologico) senza infrangere nessuna morale e offendere nessun dogma ufficiale.

Anzi quella dotazione iniziale, esente dal duplice dogma psicologico anzidetto e dall’angoscia che lo sostiene, avrebbe potuto renderla disposta, senza obbligo né proibizione, alla vita sessuale con facilità e libertà maggiori di quanto accada alle donne (e agli uomini):
il suo dovrebbe essere il caso più perfetto di ciò che dico della salute psichica, ossia che in questa la vita sessuale non è causata (né istinto né fabbisogno, causalità naturale) né proibita, ossia è puramente libetale, come lo champagne:
lo champagne, si dà il caso di prenderlo ma non di lasciarlo o di astenersene, e neppure di disprezzarlo.

Tutto si riduce a congetturare almeno letterariamente la plausibile razionalità con cui potrebbe avere operato una tale donna
(solo tra parentesi avanzo una congettura, senza farne una tesi:
l’umanità fa l’amore così male, e lo dice anche peggio, che una potrebbe anche avere preferito soprassedere, come uno astemio sì ma solo perché non trova buon vino).

Tutta la Teoria materno-educativa dell’umanità è stata proiettata sulla Madonna rendendola funzionale alla patologia.

Immaginiamo ora letterariamente uno scenario in cui sia vero tutto ciò che la Rivelazione cristiana asserisce, allo scopo di potervi porre la domanda:
che cosa avrà pensato la Nostra Dama della pessima reputazione che le abbiamo regalato per due millenni?, e anche di tante altre cattive figure che le abbiamo fatto fare?:
vorrà dire che, collocandomi sul medesimo scenario, la intervisterò (prossimamente).

Potrebbe anche avere avuto voglia di mandarci tutti all’inferno, il che deporrebbe almeno per il suo buon senso, ossia che non è né una mammina cretina né una mammina-maestrina sadica (come Beatrice, sadica e pedofila: al bambino non fa che mettere le mani addosso):
per fortuna ci siamo noi psicoanalisti, che invitando a guarire cerchiamo di risparmiare la pena eterna come seconda tappa della medesima pena di questa valle di lacrime (l’angoscia, è questa a fare la valle di lacrime):
anche risparmiando a Domineddio tanto spreco eterno di buon carbone.

Dico e ripeto che Freud siede alla sinistra del Padre.
____________

[1] Anche il libertino sadiano pensa la madre come Madonna (impenetrabile, chiusa), come in “La filosofia nel boudoir” e come è ben sottolineato da J. Lacan al riguardo (“cucita”).
Ma ancora una volta, in ultima analisi le labbra cucite (sadicamente imposte nel boudoir al sesso della madre), sono le labbra della bocca, come si dice nell’espressione “labbra cucite” in cui siamo tutti più o meno mafiosi. Freud ha cercato di interrompere la mafiosità umana inventando la psicoanalisi in cui si aprono le labbra. Rammento il mio articolo sul “primo bacio”, quello delle labbra parlanti senza obiezione, cui seguirà non-obiezione di principio anche a ogni altro bacio.

mercoledì 10 marzo 2010

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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