METTERE SOTTO I DENTI

Ho appena ricevuto una mail insolitamente sensata in cui lo scrivente,
premesso che io “metto in piazza gratis” (ciò che scrivo qui e altrove) senza condizioni,
e constatato che così lui “conosce senza pagare il pensiero originale”,
domanda:
“Ma lei in questo regalare cosa mette sotto i denti?”

Premetto appena una rettifica:
gratis sì, regalare no, ho sempre scritto che sono contrario al dono, la confusione tra le due cose è millenaria e pesante.

Ho già avuto per guida una proposizione di J. Lacan:
“Non può esserci la soddisfazione di uno senza la soddisfazione di tutti” (nulla a che vedere con la massificazione),
cioè senza il mettere sotto i denti da parte di tutti, ossia tratto la domanda rivoltami come rivolta anche a chi me l’ha formulata e a ogni altro:
lo invito a salire sulla stessa barca sulla quale sto già io con il mio gratis anticipatorio (mi porto avanti) non donativo.

Anche “Dio” nella sua unica versione non stucchevole che io conosca, sta sulla stessa barca ossia non ha soddisfazione presupposta o la “marcia in più”:
è ciò che più apprezzo del nocciolo del cristianesimo (parlo di logica non di fede) il quale asserisce che, posto che Gesù è attualmente vivente come uomo (sensibilità-motricità-pensiero), la sua soddisfazione non può esserci senza la soddisfazione di tutti gli altri, cioè che lui non è soddisfatto solo perché “è”.

La mia risposta alla domanda suddetta è la Società Amici del Pensiero:
nel cui seno con il mio lavoro io anticipo pensiero amico, come quel legame sociale che ho chiamato Amicizia del Pensiero.

Già da bambino amavo remare:
lavoro non so con quanto successo, ma in questo mondo fallimentare sono con i miei prodotti un uomo di successo:
già altri che ci hanno provato prima di me non hanno avuto molto successo, però con il successo del lutto senza melanconia.

Poscritto sul dono

Nulla è peggio dei bravi ragazzi, brave mamme, bravi papà, poi bravi figli, ossia della formazione reattiva:
l’uomo più esente da formazione reattiva è stato Gesù, antisindacale e anticaritatevole poiché predicava “a chi ha sarà dato, a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”, e pagava chi aveva lavorato un’ora come chi ne aveva lavorate undici:
per di più a dodici anni ha mandato malamente a spasso mamma e papà:
cose da impiccarlo sulla pubblica via, al che hanno provveduto dapprima alcuni Ebrei, cui poi noi Cristiani abbiamo dato il cambio:
donde il celebre detto “Ucci ucci sento odor di cristianucci”, indubbiamente detto da Gesù un istante prima di rendere quell’ultimo respiro con cui la faceva finita.

Si tratta del medesimo mettere sotto i denti, medesima amicizia.

mercoledì 2 febbraio 2011

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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