“MI VA” E LA VERITÀ

Un articolo sulla verità mi fa da spunto [1].

I miei inizi pubblici nel 1977 [2] recavano al primo posto questo passo di Freud:
“Riconosciute come illusioni le dottrine religiose, subito si leva la questione ulteriore se anche altro bene culturale da noi altamente apprezzato  e da cui facciamo dominare la nostra vita, non sia di natura simile.

Cioè se i presupposti che regolano le nostre Istituzioni statali non debbano essere parimenti chiamati illusioni;
se i rapporti tra i sessi nella nostra Cultura non siano turbati da una o una serie di illusioni erotiche.

Il sospetto una volta destatosi, non ci ritireremo spaventati di fronte alla questione se miglior fondamento abbia la nostra convinzione di poter venire a sapere qualcosa della realtà esterna con l’impiego dell’osservazione e del pensiero nel lavoro scientifico.” [3]

Osservo che questi quattro punti sono posti da Freud allo stesso livello, ossia che un laico che tale sia lo è in tutti e quattro (ecco perché vado ripetendo che la Modernità ha venduto la pelle del laico troppo presto):
il clericalismo li riguarda tutti, e in solido.

Freud non è uno scettico, perché lega la verità al giudizio di realtà “mi va” (o non  mi va), ossia all’imputazione pronunciata verso il moto di  un corpo reale altrui in rapporto al moto reale proprio:
tale giudizio è da Freud chiamato “principio di piacere”, perfezionabile come “principio di realtà”.

La verità è imputativa, riguarda l’atto nei suoi effetti:
il che non è mai piaciuto alla Storia della filosofia perché farebbe decadere i privilegi della casta filosofica, con la presidenza di Platone il proto-clericale.

______________

[1] Antonio Gnoli, La verità è un errore, intervista a Carlo Sini, la Repubblica giovedì 14 febbraio.
[2] Il passo che segue introduceva il Convegno di Milano del 12 febbraio 1977 dal titolo Stato, Diritto, Psicoanalisi.
Appena successivo è il mio libro La tolleranza del dolore. Stato Diritto Psicoanalisi, La Salamandra 1977.
[3] Lavvenire di un’illusione, 1927.

venerdì 15 febbraio 2013

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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