MOSÈ, GESÙ, FREUD E L’ANTISEMITISMO

1°.    I malbattezzati

Misurando le parole, vorrei proporre qualche cenno a una linea di ricerca – senza presunzione quanto all’avere ragione – che non mi consta essere frequentata.

Lo spunto di tali cenni mi e ci precede.

É quello di Freud allorché affermava (1938) che l’antisemitismo di quegli anni (Nazismo) era simultaneamente anticristianesimo.

É facile immaginare che il suo scritto non abbia raccolto soverchie simpatie, e non solo da parte ebraica ma anche cristiana (diversi anni fa questa coincidenza mi sorprendeva, oggi non più).

Quanto a me, non mi provo a esprimermi sulla spiegazione che Freud ne dava: la conversione forzata dei Germani pagani. Mi limito a raccogliere la sua idea per mio conto, esponendo appena qualche primo risultato, come spremitura dai miei lavori degli ultimi anni.

Perseguo un’altra idea di “battezzati male” o malbattezzati (schlecht getauft, nota 1): sposto il malbattesimo sulla grecizzazione dei cristiani, ellenizzazione non meno forzata perché senza ricorso alla violenza fisica.

2°.    L’ellenizzazione

Fin quasi dagli inizi del cristianesimo i Cristiani prendevano a ellenizzare proprio quando gli Ebrei avevano cessato di farlo da tempo. In ciò Gesù – il suo pensiero – restava ebreo fino all’ultimo: la bibbia ellenizzante dei “Settanta” non era certo la sua Bibbia.

Non si può mettere in dubbio che egli non accettava affatto la traduzione dei “Settanta” di quel celeberrimo passo di Esodo 3,14 in cui l’ebraico viene sforzato fino a far dire da parte del Santo a Mosè: “Io sono colui che è, o anche: l’essere, o anche: l’essente”, invece che: “Sono chi sono!”, così terreno e quotidiano.

Con poche pennellate sto cercando di mostrare che la vicenda ebraismo/cristianesimo ha avuto un senso diverso da quello comunemente ammesso. L’indagine di Freud riguarda tale senso.

Il discostarsi ellenizzante dal pensiero di Gesù ebreo è già vistoso (a condizione di esercitare la vista) fin dal secondo secolo dell’era cristiana, benché non ancora dichiaratamente filosofico- metafisico.

É in quel momento che si elabora in partibus christianorum la Teoria del doppio amore, eros e agàpe (da parte di Giustino anzitutto), amore basso e alto, umano e divino, profano e sacro, empirico e “puro”. Facile l’insinuarsi dell’“amore platonico” ossia omosessuale.  …

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In Costruzioni psicoanalitiche, 1/2004, Franco Angeli, Direttore Adriano Voltolin. Il testo presente è ricorretto in più punti.


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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