NON ESISTONO SVILUPPO NÉ LEGGI DEL PENSIERO

«Child», n. 0
maggio 1997

 

 

Il cogito del bambino

Ragione

Frase di bambino di quattro anni: «Non mi piace fare il bambino!». Ha ragione.

Dramma

Fin dalle prime settimane di vita ne va della vita. C’è l’alternativa costante salute/patologia psichica. Ecco perché l’autismo non richiede ipotesi mistico-biologiche (non è da ieri il misticismo biologico a preteso fondamento scientifico).

Leggi del pensiero: cogito

Non ci sono leggi del pensiero. Non c’è pensiero (res o cosa pensante) ma pensare, attività, lavoro per una meta. Il bambino pensa, e dice e pensa «Io penso»: precocità del cogito, non meno teoreticamente degno di quello dei filosofi.

Non esistono

psicologia infantile, mondo infantile, pensiero infantile, fantasie infantili, atti infantili, affetti infantili, ecc. L’infantilismo è psicopatologia degli adulti, che può ammalare il bambino.

Libertino

Il bambino è un libertino non nel significato tardivo di reprensibilità morale (1700), bensì nel primo significato (1500, formulato e avversato da Giovanni Calvino), di libero pensatore.

Notoriamente il bambino pensatore non è piaciuto neppure a Jean Piaget, che ne ha tollerato il pensiero precoce solo nei limiti del «concreto», come dire che non è una cosa seria.

Gioco

Nel bambino neppure il gioco è un gioco (così come il sogno non è un… sogno, bensì lavoro di pensiero). Né è circenses: infatti non uccide per gioco. E non è un seguace della Teoria dei giochi.

Solo et pensoso

Come Petrarca: ma fin che è sano, diversamente da lui selvaggio coltivato, «gli occhi non porta per fuggire intenti / ove vestigio uman l’arena stampi». Ma nella psicopatologia precoce sa rovesciare la conclusione: Mentre sì aspre vie et sì selvagge / cercar pur sa ch’Amor non venga sempre / ragionando con seco, et lui collui». Il bambino inizia buon colto, fino a coltivarsi come cattivo selvaggio: consono in ciò con la Cultura, che tra le sue possibilità ha quella di produrre la peggiore inciviltà (Novecento insegna).   

Eccitamento pensiero

Pensiero è risposta, anzitutto del gusto (che è un giudizio), all’eccitamento corporeo come ec-citamento o vocazione (al soddisfazione). Si osserva che non è impossibile che l’adulto agisca precocemente contro-citandolo, disgustandolo. Ne risulta, non un piccolo animale sregolato o selvaggio, ma un soggetto regolatissimo nel fare l’inferno.   …

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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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