NON GIOCO PIÙ (2). GIOBBE E LE CATTIVE COMPAGNIE

Precede l’articolo di ieri.

Rammento che J. Lacan ha usato l’espressione “Une nouvelle donne”, una nuova distribuzione delle carte:
era una buona idea, ma non abbastanza:
se noi perdiamo, anzi falliamo, non è perché le carte non erano abbastanza buone, inoltre il buon giocatore (non quello di Dostoevskij) si rifà sempre perché rinnova la sua competenza, ossia non gioca neppure quando gioca.

Ancora tollerando la parola “gioco” benché per poco
– il gioco ha ricevuto troppo credito in Economia con la Teoria matematica dei giochi -,
il tavolo da gioco da lasciare per sempre è quello del gioco truccato, o senza capo né coda, o le due cose insieme, cioè un moto che non-va.

Potrei dire queste cose anche a “Dio” se esistesse, e se fosse una persona seria mi starebbe a sentire, e non perché io cerchi rapporti egualitari-dialogici con “Lui”:
per esempio, non potrebbe non darmi retta se gli dico che di tutta questa robaccia religiosa che c’è in giro non so che farmene, e che non gioco più:
già Giobbe, amico-di-dio.

Da bambino i preti facevano un gran parlare delle “cattive compagnie” da evitare:
il fatto è che il concetto era buono, ma quale?:
è cattiva compagnia solo quella che non lo è
– come è cattivo pane quello che non lo è cioè non è mangiabile -,
che non produce e non fa produrre perché non c’è compagno, partner, ma solo contatto, tanto più manesco se è puramente verbale (ho scritto “Non teniamoci in contatto”):
poi lasciamo pure ai preti le loro ideuzze quando tali sono.

Gli “amici” di Giobbe erano una cattiva compagnia perché non erano una compagnia, con le loro brave Teorie con cui parlavano addosso a Giobbe, in contatto con Giobbe:
cosa che comincia a accadere al bambino.

Ma penso di sapere, per esperienza e logica, che per non giocare più bisogna prima passare a un nuovo non-gioco (il gioco non è mai esistito, nemmeno per … gioco):
questo nuovo è nuovo perché non contiene il programma, o virus, del fallimento.

Ciò che ho appena detto è messo in opera, come applicazione particolare, da quella tecnica che usa ancora chiamare “psicoanalisi”:
la sua regola o norma non fallisce, ma le si ergono contro tutte le forze ostili del fallimento:
basta che uno esca dalla seduta e rientri nel “mondo” per ricominciare a giocare alla cattiva compagnia, cattiva solo perché non lo è.

Non c’è economia cattiva:
c’è dis-economia:
da riprendere.

Come non c’è civiltà cattiva:
c’è dis-civiltà (giustamente è stato scritto “dis-agio della civiltà”):
le guerre sono state e sono (dis)civiltà, non inciviltà:
proprio come la psicopatologia, lo stupro, l’omicidio, la pretesa “bestialità” che non esiste che allo stato di civiltà, al pari della sessual-ità che è una teoria-virus del pensiero, funzionante come tutti i virus informatici.

Milano, 17 luglio 2009

Download

Pubblicato su www.giacomocontri.it


Download

File Dimensione del file
pdf 090717TH_GBC3 429 KB

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.

Copyright © 2020 Giacomo B. Contri - C.F. CNTGMB41S04E379X
Copyright - Contatti - Tutela della Privacy - Cookie Policy


Credits


Data di pubblicazione: 05/06/2016

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.